gio 20 aprile Il ritorno dell’israeliano Daniel Cohen sul podio. Solista il pianista Pietro De Maria

La prossima produzione ORT segna il ritorno dell’israeliano Daniel Cohen sul podio. Solista il pianista Pietro De Maria che sostituisce Alexander Gadjiev ancora convalescente dopo un infortunio alla mano

In programma il “Concerto n.3” di Sergej Prokof’ev, la pagina modernista, affidata in corsa a De Maria, sarà incorniciata dall’ouverture “Leonore n.3” di Beethoven e dalla Sinfonia ”Incompiuta” di Schubert. In regione martedì 18 aprile a Carrara, il 19 a Empoli e gran finale il 20 (ore 21:00) al Teatro Verdi di Firenze.

Variazione tra i protagonisti della nuova produzione in stagione, che sostituisce per motivi di salute il pianista italo-sloveno molto atteso Alexander Gadjiev, con un altro grande professionista del pianoforte, ospite frequente dei nostri cartelloni e amico di lunga data, che si è reso disponibile all’ultimo minuto. Stiamo parlando di Pietro De Maria, musicista dalla tecnica preziosa, uno degli ultimi allievi della scuola di Maria Tipo. De Maria è il primo italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin in sei concerti. E proprio al compositore polacco è dedicato il nuovo disco, di recente uscita per l’etichetta Dynamic, inciso nell’aprile 2021 con l’ORT diretta da Daniele Rustioni.
Il programma di questa produzione rimane invariato. De Maria siede al pianoforte suonando il Concerto n.3 di Sergej Prokof’ev, partitura tra le più fortunate del compositore e pianista, di un modernismo pungente, anche se presenta richiami al classicismo. Lavorata a più riprese tra il 1911 e il 1921, è un esempio del gusto spigoloso, quasi cubista, del compositore, acuito dai contatti con l’avanguardia europea grazie ai suoi viaggi a Londra, a Parigi e in Italia (dove aveva conosciuto i futuristi). Sul podio l’israeliano Daniel Cohen che arriva direttamente dalla Germania, per la precisione da Darmstadt, città in cui si è trasferito nel 2018 per il nuovo incarico da direttore musicale dello Staatstheater, e dove da marzo è stato impegnato nella nuova produzione di Lulu di Alban Berg. Ha abitato a Berlino, in quanto Kappelmeister della Deutsche Oper nella stagione 2015/16, ma la città che lo ha portato in Europa, da Israele, è stata Londra. Dopo gli studi in violino a Tel Aviv, per il suo diciottesimo compleanno chiede come regalo alla madre il viaggio per andare a fare l’audizione alla Royal Academy, dove dopo un anno inizia a frequentare il corso di direzione d’orchestra: “Era davvero una scusa per vedere Londra, di cui avevo sempre sentito parlare, perché mia nonna mi leggeva le poesie di TS Eliot come favole della buonanotte, e volevo vedere questa ‘nebbia gialla’ di cui parla nelle sue poesie”. Nello stesso periodo suona il violino alla West-Easter Divan Orchestra, dove ha l’occasione di lavorare e assistere Daniel Baremboin, suo mentore. Alla Lucerne Festival Academy invece incontra e lavora con Pierre Boulez.
Da noi si confronta con la Leonore n.3, l’ouverture che Beethoven concepì per la seconda versione della sua unica opera teatrale, Fidelio. In chiusura dirige la Sinfonia Incompiuta di Schubert nel completamento che ne ha fatto in tempi recenti il musicologo Brian Newbould, terminando il terzo movimento sulla base degli abbozzi lasciati dal compositore e proponendo come finale una pagina coeva scritta da Schubert per il teatro.