Delfino tursiops truncatus

I delfini sono morti di morbillo. Sospetti confermati ma c’è anche il Ddt

Premio letterario Raccontami una storia

È il morbillivirus dei cetacei la causa della morì di delfini nelle acque toscane. Che fosse colpa della variante CeMV del virus lo si era sospettato subito. Prese in esame tutte le possibili cause, sono adesso sono arrivati i riscontri ufficiali e il referto completo è stato trasmesso alla Regione Toscana da parte dei tecnici dell’Università di Siena. Non solo: la presenza di Ddt e di altri composti chimici, riscontrata nel corso delle analisi, potrebbe avere indebolito il sistema immunitario dei delfini, decine dei quali non sono riusciti a debellare l’infezione.
Il morbillivirus CeMV è un virus che infetta i mammiferi marini nell’ordine dei cetacei, che comprende delfini, focene e balene. I sintomi dell’infezione sono spesso una grave combinazione di polmonite, encefalite e danni al sistema immunitario, che compromettono notevolmente la capacità del cetaceo, come nel caso dei delfini trovati morti in acqua o spiaggiati nelle ultimese settimane, di nuotare e rimanere a galla senza assistenza.

La relazione trasmessa alla Regione Toscana riporta le analisi fisiche, batteriologiche ed ecotossicologiche sulle carcasse dei delfini rinvenute lungo le coste toscane. Il referto, sottoscritto da tecnici del Dipartimento di scienze fisiche terra e ambiente dell’Università di Siena, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale per le Regioni Lazio e di Arpat, conferma il virus come causa dei decessi ed annuncia ulteriori indagini – già in corso sugli stipiti virali isolati dall’Izs – per stabilire eventuali correlazioni tra il fenomeno in corso ed i precedenti analoghi avvenuti sempre nel Santuario dei Cetacei nel 2013 e nel 2016. Il lavoro sarà portato avanti in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la diagnosi dei Mammiferi marini spiaggiati (C.Re.Di.Ma), che sta analizzando i casi di altri delfini spiaggiati in Liguria.

«Le analisi che la Regione ha commissionato a ben tre importanti istituti – spiega l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – hanno confermato il CeMV come causa del picco nei decessi di delfini riscontrato da giugno nel Santuario dei cetacei. Il CeMv è patogeno solo per questi animali e quindi non rappresenta un pericolo per altre specie”. “Siamo impotenti davanti a questo virus – continua l’assessore – ma potremmo fare molto circa un altro problema evidenziato dalle analisi di tessuti e degli organi prelevati durante gli esami autoptici dei delfini, infatti la nota dei tre istituti evidenzia livelli elevati di DDTs e PCBs, policlorobifenili organoclorurati di vecchia generazione utilizzati anche come insetticidi ed ancora presenti nel Mar Mediterraneo. Questi prodotti possono avere un effetto immunosoppressore e dunque possono aver contribuito al diffondersi della malattia ed ai suoi effetti. Per questo faccio un appello al Governo perchè finalmente l’Italia aderisca alla Convenzione di Stoccolma del 2001, che mette al bando gli inquinanti organici persistenti. Il nostro è l’unico Paese europeo a non aver ancora sottoscritto quel patto di civiltà ed è giunto il momento di rimediare a questo errore».