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Dalle piccole chiese nascoste tra il verde rigermogliato delle valli, l’Ave Maria della sera veniva dolcemente a morire sul lago. Le cime scheggiate delle montagne brillavano agli ultimi riflessi crepuscolari e già l’ombra prima della notte scendeva lieve sui boschi, sugli abituri solitari e faceva accelerare il passo ai viandanti attardati sulla strada delle Giudicarie.
La carezza di una mano invisibile…

Faccio appena in tempo a leggere le prime righe del feuilleton del giovane Mussolini, ispirato a una vicenda accaduta alla metà del XVII secolo. Trama: la scandalosa storia d’amore tra il cardinale di Trento Carlo Emanuele Madruzzo e la bella cortigiana Claudia Particella; subito sono interrotto dal cellulare che segnala il messaggio di un amico che recita, «se non ti hanno ancora imbalsamato, vatti a vedere come si autopromuove oggi uno scrittore».

Seguo il link annesso al messaggio e mi appaiono tonnellate di articoli e filmati su una scrittrice che mostra il didietro in una trasmissione in prima serata; il conduttore è quello del motto “tutto fa brodo in tv”. Digito il nome e cognome della scrittrice e scopro che è di Livorno. Scusate l’ignoranza, non so dov’è Livorno.
Scherzo, non conosco la scrittrice in questione, meno male e tutto male che oggi s’impiega poco a trovare le informazioni: è una scrittrice blogger o blogger scrittrice che dichiara di non portare le mutande… mi vengono alla mente le immagini dei colletti bianchi della Lehman Brothers mentre portano a braccia gli scatoloni con dentro i loro effetti personali, che disastro da allora, anche per gli scrittori blogger, a quelli senza le mutande non basta più la laurea e una buona conoscenza dell’inglese.

La scrittrice in questione ha laurea e specializzazione in più conosce perfettamente 4 lingue, per la specializzazione ha tradotto svariati testi dal russo all’inglese.

È il 1909 quando il partito socialista invia a Trento il ventisettenne Benito Mussolini, giornalista di Predappio che per arrotondare dà ripetizioni di francese e scrive romanzi d’appendice, per affiancare Cesare Battisti nella conduzione del quotidiano locale, Il Popolo di Trento. Dal 20 gennaio all’11 maggio 1910, pubblica in 57 puntate settimanali il feuilleton “Claudia Particella, l’amante del cardinale,” per un compenso di 15 lire a puntata, poi aumentato a 25 per il grande successo ottenuto e le richieste economiche dell’autore.

Il romanzo di Mussolini lo trovate in edicola in allegato a Il Giornale, ma potete acquistarlo anche da solo; se poi siete pieni di quattrini e andate dal mio stesso edicolante perché non rilevate direttamente tutta l’attività? Coosì si riposa un po’ quel brav’uomo che è una vita che lavora e non trova nessun acquirente a cui lasciare; cerco qualche notizia sul libro della scrittrice-blogger e mi appare un testo dell’editore Maggioli sulle ristrutturazioni di cantine e sottoscala, ma l’autore non è la scrittrice in questione. Anche i motori di ricerca quando vedono un didietro vanno in palla. Io comunque sono anni che ho due stanze sotto da risistemare, mia moglie non ne può più di vederle così, il geometra che mi segue è anziano e mi sa che arriva prima la sua pensione dei permessi per ristrutturare. Il libro dell’editore Maggioli dà un sacco di consigli utili, ci faccio un pensiero.

Il romanzo giovanile di Mussolini suscitò molto scalpore, il futuro duce degli italiani non tardò a rinnegarlo, definendolo “un orribile libraccio” il cui successo “non depone molto a favore della mentalità dei lettori delle appendici nei fogli quotidiani”. Deliberatamente anticlericale, l’autore impedì sempre che la storia trovasse ulteriore pubblicazione in Italia, soprattutto dopo la firma dei Patti Lateranensi.

L’amante del Cardinale di Benito Mussolini, Ed. Il Giornale 2018.

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