Raccolta stracci sì, attività tessili no. Eppure, nelle aziende pratesi, rispettare le distanze di sicurezza non appare difficile. Per questo, e per un’altra spaventosa crisi che rischia d’aprirsi, il deputato pratese Giorgio Silli ha scritto all’alba al presidente della task force per la ricostruzione, Vittorio Colao. Lo ha reso noto su Facebook lo stesso parlamentare di Cambiamo.

«Ho appena scritto, all’alba, al presidente della task force per la ricostruzione riguardo al nostro distretto – si legge nel post di Giorgio Silli – Con questa nuova squadra ci tocca ripartire dal via, spiegando nuovamente tutto da capo. Non possiamo arrenderci, non ora. Pasqua o non Pasqua siamo e rimaniamo sul pezzo».

Il deputato pratese ha aggiunto, sul social, la lettera inviata a Colao e, in copia, ai ministri competenti e alla presidenza del consiglio.

Silli si dice «angosciato dalle ripercussioni che l’emergenza Covid potrà avere sul distretto produttivo» prates già «messo in ginocchio negli ultimi 20 anni». «Sono stato il primo a chiedere lumi al governo riguardo al corona virus, l’ho fatto con una interrogazione depositata il 18 gennaio. Già allora temevo per quello che sarebbe potuto succedere – prosegue Giorgio Silli – La nostra area e’fra le meno colpite dal virus ma è fra le più fragili economicamente in questa guerra contro i tempi dettati dell’infezione. Settori già compromessi con utili aziendali compressi o inesistenti, caratterizzati da forte stagionalità e deperibilità delle merci non possono resistere oltre. Molte aziende del distretto pratese hanno già superato il punto del non ritorno, altre si stanno interrogando se prendere la liquidità promessa in prestito (quando arriverà) oppure gettare la spugna già da adesso».

«Il distretto è pronto a riaprire, le categorie economiche hanno già stilato dei documenti per la riapertura graduale e sicura, alcuni di essi già depositati presso gli uffici della regione – aggiunge il deputato – Le tipologie di lavorazione non hanno promiscuità eccessiva e la distanza di sicurezza può essere rispettata tranquillamente».
Non solo: «Siamo un distretto, fra l’altro, che ricicla rifiuti tessili, dagli stracci facciamo tessuti nuovi. Se il chi ha codice ateco 38.11 (raccolta e riciclo rifiuti non pericolosi) può restare aperto, nel nostro caso per portare a termine il riciclo abbiamo necessità di aprire anche il resto della filiera in modo da poter riuscire agilmente a riciclare la materia prima-seconda raccolta», spiega Silli.

Poi, la conclusione. «Fin da subito abbiamo cercato un gioco di squadra fra maggioranza e opposizione, ho partecipato al vertice ristretto con il presidente Conte ed ebbi modo di sottolineare anche queste peculiarità del distretto tessile. La prego di occuparsi quanto prima della riapertura del distretto produttivo di Prato. Non sarebbe un occhio di riguardo politico verso chicchessia se non verso i lavoratori e gli imprenditori che hanno fatto grande questa Città, questo paese e che adesso rischiano realmente, per la prima volta nella storia, di non riaprire».