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Francesco Somaini rivive a Prato. La Galleria Open Art di Prato presenta, dal 24 novembre al 9 febbraio, ospita La stagione americana, mostra dedicata all’artista comasco, uno dei principali scultori del Novecento italiano. Il titolo non è casuale. Francesco Somaini (Lomazzo, 1926 – Como, 2005) è uno degli artisti italiani contemporanei più rappresentati nei musei americani.
Realizzata in collaborazione con l’Archivio Somaini, la mostra sarà inaugurata sabato 24 novembre alle 17,30.
L’esposizione, attraverso opere selezionate, ripercorre la fase compresa tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, periodo in cui il lavoro di Somaini ha ottenuto un particolare consenso e una notevole attenzione da parte di collezionisti e istituzioni statunitensi.

Francesco Somaini. Nauta II

Francesco Somaini. Nauta II (1960 piombo antimoniato scavato a fiamma ossidrica dall’autore su base originale girevole in ferro dipinto di nero

Quasi tutte le opere che vengono presentate in questa occasione sono state in collezioni americane o sono state esposte nelle mostre che l’artista ha effettuato oltreoceano in quegli anni. Francesco Somaini è stato infatti tra i protagonisti dell’informale a livello mondiale, individuando, anche per mezzo della particolare conoscenza e cura dei processi di fonderia e di trattazione dei metalli, una via originale di indagine nel rapporto tra la materia e la sua definizione espressiva, tra il dinamismo delle forme e la loro qualificazione estetica.

Attraverso il riconoscimento ottenuto nelle Biennali di Venezia degli anni Cinquanta (dove ha esposto una prima volta nel 1950, ha avuto una presenza consistente nel 1954, nel 1956 e nel 1958 e ha ottenuto nel 1960 una sala personale) e i rapporti internazionali intrecciati in quegli anni, Francesco Somaini ottenne l’attenzione di critici di punta, tra cui figura Enrico Crispolti che dal 1957 segue il suo lavoro con costanza, fino a essere il curatore del catalogo ragionato della scultura, in corso di elaborazione, insieme a Luisa Somaini, storico dell’arte e figlia dell’artista. Si sono occupati del lavoro di Somaini critici francesi, come Léon Degand e Michel Tapié. Francesco Somaini ricevette il premio della critica alla Biennale di Parigi nel 1961.

Giulio Carlo Argan lo presentò in occasione della prima personale americana (nella sede dell’Italian Cultural Institute di New York nel 1960), che aprì all’artista comasco le porte del collezionismo americano di alto profilo, dopo il successo conseguito nella Biennale di San Paolo del Brasile del 1959 dove ottenne il premio come migliore scultore straniero.
Nelson e John D. Rockfeller, Joseph Hirshhorn, Lydia Kahn Winston Malbin, l’architetto Philip Johnson e numerosi altri collezionisti privati, oltre ad accaparrarsi suoi lavori, favorirono l’acquisizione di sue opere nei principali musei americani e la committenza di importanti opere monumentali di destinazione pubblica realizzate nel 1970 (per Baltimora, Atlanta e Rochester).

La mostra della Galleria Open Art, raccoglie importanti tracce di quella stagione, con opere significative dell’attività creativa della stagione informale come i due esemplari della serie dedicata alla “Proposta per un monumento” del 1958 e del 1963, sfociata nella grande opera di Baltimora, “Piccola Assalonne (Corona)” del 1959, “Nauta II” del 1960 (un piombo scavato a fiamma, esposto alla Biennale di Venezia dello stesso anno), “Racconto sul Cielo” del 1961, “Racconto Patetico I” del 1962, provenienti da collezioni statunitensi, come quella di John D. Rockfeller (“Racconto sul Cielo”), ed è l’occasione per una pubblicazione di prestigio, riccamente illustrata, con un saggio dello storico dell’arte Francesco Tedeschi che svolge una riflessione sul ruolo della scultura di Francesco Somaini nel contesto internazionale di quegli anni. Completano la pubblicazione schede delle opere esposte e note a cura dell’Archivio Somaini, diretto da Luisa Somaini, ed una antologia di testi critici e scritti di poetica dell’artista.

La Galleria Open Art (viale della Repubblica 24, Prato) è aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 15-19.30, sabato 10-12,30 e 15-19,30. Chiuso domenica e festivi. Ingresso libero. Monografia bilingue edita da Carlo Cambi Editore a cura di Mauro Stefanini con saggio critico di Francesco Tedeschi. Per informazioni: 0574 538003 o galleria@openart.it.

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