Un sito web in italiano e inglese ripercorre le località della Toscana che Leonardo da Vinci o la sua famiglia hanno frequentato e di cui traccia è rimasta nella biografia. Sono 161 schede per altrettanti temi e luoghi, scaturite da un lavoro approfondito di ricerca e di citazione delle fonti, attraverso i territori di 31 diversi comuni di 8 province, quasi 1.000 immagini, 21 diversi itinerari e 4 mappe disegnate proprio da Leonardo, dove con un gioco di rimandi e di incroci digitali con carte elettroniche moderne sono stati georeferenziati circa 500 luoghi, ognuno con una breve descrizione.

La Toscana di Leonardo, www.latoscanadileonardo.it, è tutto questo: un omaggio al genio nel cinquecentenario della morte, una ricerca scientificamente accurata che si sfoglia pagina dopo pagina ma anche uno strumento snello a disposizione di turisti e gitanti della domenica, per partire, smartphone alla mano, per un viaggio alla scoperta di borghi, città e campagne che di Leonardo ancora parlano. Un viaggio virtuale, con collegamenti ad altri siti esterni per ulteriori approfondimenti, ma un viaggio anche vero, con aggiornamenti in tempo reale, grazie al link su VisitTuscany.it, con gli eventi sul territorio.

La Toscana di Leonardo è nato dalla collaborazione dell’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa e del Museo Galileo di Firenze, col patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, della Regione Toscana e con la collaborazione della Fondazione CR di Firenze.

C’è Vinci naturalmente, dove Leonardo ad Anchiano è nato: lì sulla strada che risale verso i passi del Montalbano, punteggiata allora da osterie e luoghi di sosta, il padre notaio a Firenze aveva acquistato alcuni edifici per farne un’attività ricettiva, si direbbe oggi, e un fratello di Leonardo, Giovanni, vi aprì appunto un’osteria e beccheria. C’è Bacchereto, sul versante opposto del Montalbano nel comune di Carmignano, dove la nonna paterna viveva e nella cui fornace di ceramica smaltata, come tante nel Quattrocento ce n’erano nel borgo prima che Montelupo avesse il sopravvento, Leonardo si cimentò probabilmente nei primi lavori.
Ci sono ancora, nel sito web di La Toscana di Leonardo, i castelli oggi ‘invisibili’ della Valdelsa e Valdera. C’è Firenze naturalmente, dove il padre aveva lo studio e Leonardo mosse i suoi primi passi alla bottega del Verrocchio. Ci sono Prato e Pisa, studiate a lungo dallo scienziato per il progetto di deviazione dell’Arno. Ci sono Siena, Arezzo e molti altri luoghi ancora. Schede e racconti di luoghi destinati a crescere ulteriormente nel tempo, soprattuto quelli al di fuori della cerchia fiorentina e dell’empolese valdelsa su cui altro materiale si sta raccogliendo.