Potenziamento della Direttissima Prato-Bologna, destinata ad accogliere un crescente traffico merci in un contesto europeo. La ferrovia, certo, continuerà anche il servizio passeggeri che, per le lunghe tratte, è passato in gran parte sulla linea ad alta velocità. Traffico stradale sulla sr 325, rumore dei cantieri e, presumibilmente, anche maggiore frequenza nel rumore prodotto dal futuro traffico ferroviario sono già argomenti delicati, da trattare in tempo utile, nei riguardi degli abitanti della Val di Bisenzio, della parte nord-est di Prato e del versante bolognese dell’Appennino.

Prosegue in questo contesto, in Toscana, il confronto con i territori interessati, con la regia della Regione. Ieri, l’assessore alle infrastrutture e ai trasporti Stefano Baccelli ha incontrato da remoto gli amministratori dei Comuni di Prato, Vaiano, Cantagallo e Vernio – posti lungo la tratta interessata dall’intervento – e tecnici di Rete ferroviaria italiana. Al centro della discussione le conseguenze sul servizio ferroviario dei lavori, il possibile impatto acustico dei cantieri, l’eventuale traffico di mezzi pesanti che potrebbe gravare sulla sr325, la possibilità di interventi di mitigazione. 

«La ferrovia Prato-Bologna – ha ricordato l’assessore Baccelli – sarà oggetto di importanti interventi per l’adeguamento al trasporto merci secondo gli standard europei Sagoma PC80, previsti per la rete centrale transeuropea dei trasporti TEN-T. Si tratta di un’opera infrastrutturale internazionale di cui uno dei corridoi logistici principali è proprio quello Scandinavo-Mediterraneo, che comprende l’attraversamento appenninico Bologna-Prato. Si tratta di un investimento dal valore complessivo di 458 milioni di euro, che avrà valore strategico per tutta la Toscana ed i suoi distretti produttivi, oltre che per le nostre grandi infrastrutture logistiche, come i Porti di Piombino, Livorno e Marina di Carrara e gli interporti di Guasticce e Prato. Puntare su un trasporto merci su ferro sicuro e funzionale, oltre ad avere indubbi vantaggi ambientali, apre i nostri sistemi portuali all’Europa intera». 

«La Regione – aggiunge l’assessore – farà quanto possibile per ascoltare la voce dei territori ed alleggerire i disagi dei pendolari che utilizzano questa linea, anche attraverso un servizio di bus sostitutivi che affiancherà la nuova programmazione ferroviaria. Fondamentale il confronto con gli amministratori locali, che ho incontrato oggi per la prima volta nella nuova veste di assessore, e con RFI, gestore dell’infrastruttura. Auspico che dal serrato dibattito che stiamo portando avanti emergano soluzioni che rendano possibile la realizzazione dell’opera nei tempi previsti, senza penalizzare troppo le aree coinvolte».

Il cronoprogramma presentato da RFI prevede interventi sulla tratta Prato-Vernio nel 2021, sulla tratta Pianoro-S.Benedetto nel 2023 e sulla Grande galleria dell’Appennino (Vernio-S.Benedetto) nel 2025.