Margherita, una donna di sempre

Premio letterario Raccontami una storia

Era ricca e viveva a Prato in una bellissima casa, era la moglie di Francesco di Marco Datini il mercante più famoso dell’epoca. Si chiamava Margherita e oggi vogliono fare un film su di lei. Ci sono le lettere che si scambiava con il marito che era sempre fuori per affari e i richiami che lei gli faceva ai suoi doveri troppo spesso dimenticati per rincorrere la fama e la ricchezza. Margherita in fondo era soltanto una donna sola che soffriva della propria solitudine e che nonostante uno status sociale invidiabile non aveva l’affetto che desiderava.

Massimo Smuraglia, direttore della “Scuola di cinema Anna Magnani” di Prato e regista ha messo insieme bravi sceneggiatori e un ottima attrice per farci rivivere attraverso un film le atmosfere e i dialoghi dell’epoca. Avendo visto il teaser, che circola per riuscire a incuriosire coloro che dovrebbero finanziare l’operazione, dobbiamo rilevare una grande qualità di lavorazione, di ricerca e traduzione sugli scritti originali da parte di Gabriele Marco Cecchi e la musica originale del fratello Samuele Luca Cecchi. Insieme a un’ottima prova d’attrice di Francesca Cellini, la protagonista. Crediamo in questo progetto e faremo il tifo perché venga realizzato, non tanto per il valore di storia locale, ma per il carattere umano che le lettere tra Francesco e Margherita ci riportano intatto a distanza di secoli. C’è un valore di modernità e di emancipazione che Margherita sembra trasportare fino a noi nel modo più diretto possibile, facendoci capire molto della sua epoca, solo apparentemente a noi lontana. Quello che il carteggio ci racconta è cosa attuale con vissuti e tempi diversi, ma con caratteri e sembianze di atteggiamenti sempre uguali. Sembriamo condannati a eterni difetti e Margherita ce li fa scoprire di nuovo tutti quanti.

Lo fa con ironia, con sarcasmo, certe volte con rabbia, ma mai con rassegnazione nei confronti della propria solitudine. Speriamo davvero che questo tratto di donna, vissuta a Prato tra il 1300 e 1400, lo si possa vedere sullo schermo, per risentire l’eco delle sue parole, per darle un volto e per capire quanto le donne siano state importanti in ogni momento della storia umana. Un’opera che crediamo necessaria.

Lidice