regionali toscana m5s candida a presidente irene galletti

Pisa, 12 ottobre 2023 – “Il sindaco Nardella, finalmente, scopre le carte attorno al progetto Multiutility: la quotazione in borsa si farà, solo le tempistiche verranno riviste per valutare se prima o dopo l’allargamento del perimetro della holding” dichiara Galletti.

Il riferimento è al servizio andato in onda su 50 Canale nel corso della trasmissione “Il Segno dei Tempi” di sabato 7 ottobre, per celebrare il suo decennio a capo della città di Firenze. Nel corso dell’ intervista viene tracciata la via da seguire: il sindaco tesse gli elogi agli amministratori di centrodestra che hanno abbracciato il progetto Multiutility, asserendo che ci sono molte cose da fare ma che non bisogna avere fretta perché la linea ormai è tracciata e porta alla finanziarizzazione dei servizi pubblici.

“Non ci sarà nessuna discussione pubblica” chiarisce la consigliera M5S “lo stop proclamato un paio di settimane fa dai vertici del PD regionale non rappresenta, quindi, una battuta di arresto del progetto per la finanziarizzazione dei servizi pubblici locali ma trattasi solo di frasi di circostanza utili in chiave elettorale e propagandistica, proprio come avevamo immaginato”.

“Sollecitato dal giornalista, arriva anche a parlare della questione di Acque Spa: l’azienda pisana è già dentro il perimetro della Multiutility – sostiene Nardella – grazie alla ex Publiservizi, già confluita in Alia pochi mesi fa. Il 19% delle quote sono di proprietà della holding che fa capo ad Irace. Tutto questo in barba a quella che era la volontà dei soci pubblici palesata fino a qualche mese fa, ovvero quella della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato tramite il riacquisto delle quote in mano ai privati”.

“Insomma, il tema non è più il “come” ma solo il “quando”, con buona pace delle forze politiche, dei sindacati, dei comitati di cittadini che chiedono a gran voce la ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali.”

“Oltretutto, oggi in Aula il Presidente Giani rincara la dose: subito azionariato diffuso e poi lo sbarco in borsa. Perché – sostiene – bisogna reperire risorse per dare “potenza” a queste società di servizi. Per fare cosa? Distribuire sempre maggiori dividendi ai soci privati, per la maggior parte fondi speculativi?” si domanda Galletti. “Giani omette un dettaglio non trascurabile: laddove si è proceduto alla quotazione in borsa si è avuto un aumento delle tariffe e una diminuzione degli investimenti.”

“I colossi che vengono citati come modello, Iren, Hera, Acea a fronte di utili pari ad oltre 3 miliardi di euro hanno reinvestito poco meno del 10% in impianti, infrastrutture e migliorie, mentre il resto di essi è finito nelle tasche dei soci sotto forma di dividendi azionari. Questo è il quadro che come M5S denunciamo da anni e che cerchiamo in ogni modo di contrastare con gli strumenti della democrazia, della trasparenza, del confronto, dell’impegno costante e attivo” Conclude Galletti.