Cucchiaio d'olio d'oliva

Olio di semi di soia, adulterato con l’aggiunta di betacarotene e clorofilla, veniva spacciato per extravergine d’origine pugliese e venduto sul mercato toscano. Risultato: alcune tonnellate di olio d’oliva del tutto falso sequestrate e 14 indagati al termine di un’operazione condotta dai carabinieri del Nas di Firenze e di quello di Foggia, con il coordinamento della procura della Repubblica del capoluogo toscano e denominata Croce e Delizia. Sono l’esito, forse solo momentaneo, di indagini e controlli volti a verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato, anche sui contenitori, e quanto effettivamente spacciato ai consumatori.

Secondo gli inquirenti dalle indagini è emerso un vero e proprio «un sodalizio criminale che gestiva il traffico di ingenti quantitativi (circa 50 tonnellate, in parte delle quali sequestrate dopo l’alt imposto a un camion in transito nella zona di Firenze) di olio di semi di soia sofisticato con l’aggiunta di clorofilla e betacarotene, non dannoso per la salute umana, in modo da renderlo simile all’olio extravergine di oliva». Ma che olio d’oliva, ovviamente, non era né quanto olio extravergine d’oliva costava.
Coinvolti nell’inchiesta anche alcuni prestanome che hanno fornito l’utilizzo dei marchi di loro società agli artefici della truffa.

«Un plauso ai carabinieri del Nas e alla magistratura di Firenze per l’operazione che oggi ha portato al sequestro di tonnellate di olio ‘falso’ e all’iscrizione nel registro degli indagati dei supposti autori di una frode a danno dei consumatori che danneggia anche le aziende che lavorano nelle regole», dice il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri. «Gli imprenditori sani investono, rispettano le regole, si accollano i rischi e si prendono cura dei consumatori: tutto questo ha un costo che è giusto e doveroso sopportare, ma l’impegno degli onesti viene messo a dura prova e rischia addirittura di essere vanificato dalla concorrenza sleale di chi opera in maniera truffaldina e criminale. Siamo molto soddisfatti dell’attenzione che le forze dell’ordine e della magistratura dedicano al commercio dell’olio proprio alla vigilia del nuovo raccolto per il quale le previsioni sono quest’anno tutt’altro che rosee», aggiunge il presindete.