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INTERGRUPPO PARLAMENTARE: PROTOCOLLI DIFFERENZIATI PER I SUIDI DEI RIFUGI

“Poiché c’è palesemente differenza tra un “santuario” che accoglie alcune decine di suidi e un maxi-allevamento che ne ammassa decine di migliaia, Le chiediamo con la presente di riaprire un confronto con le associazioni animaliste e la Rete dei Santuari degli animali liberi per realizzare protocolli di gestione sanitaria che, nel pieno rispetto delle norme di biosicurezza, tengano conto della specificità dei santuari ed evitino il ripetersi di episodi come quello di Sairano”.

Lo scrive una nota dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente, a firma della presidente, on. Michela Vittoria Brambilla (Noi moderati); dei vicepresidenti on. Sergio Costa (M5s) e Walter Rizzetto (FdI); dei segretari di presidenza sen. Michaela Biancofiore (Noi moderati), on. Rita Dalla Chiesa (Fi), on. Isabella De Monte (A-Iv-Re), on. Eleonora Evi (AVS), sen. Francesca La Marca (Pd), on. Simona Loizzo (Lega), sen. Julia Unterberger (Autonomie); dei componenti on. Enzo Amich (FdI), Deborah Bergamini (Fi), Susanna Cherchi (M5s), Devis Dori (AVS), Francesco Gallo (Misto), Marco Lacarra (Pd), Eliana Longi (FdI), Mauro Malaguti (FdI), la sen. Gisella Naturale (M5s), e le on. Gloria Saccani Jotti (Fi) e Luana Zanella (AVS).

I firmatari ricordano che lo stesso ministero – nel decreto di approvazione del Manuale operativo per la gestione del sistema I&R (Identificazione e registrazione di stabilimenti, operatori e animali) – ha riconosciuto la tipologia del “rifugio permanente”, i cosiddetti “santuari”, per il ricovero di animali non a scopo di lucro. “I “santuari” – proseguono i parlamentari – sono quindi nettamente distinti dagli allevamenti e tale distinzione dovrebbe essere debitamente considerata anche nella gestione dell’epidemia di Peste suina africana (PSA).

Invece il 20 settembre 2023, in pendenza di giudizio davanti al TAR, le autorità hanno proceduto all’abbattimento di tutti i suini ospitati nel Rifugio Cuori Liberi di Sairano (PV) dov’era stato registrato un focolaio di PSA. L’intervento è stato eseguito con l’uso della forza pubblica contro i volontari che manifestavano pacificamente chiedendo che gli animali, salvati dai macelli, fossero risparmiati, se non altro per verificare quale decorso avrebbe avuto la malattia nel piccolo numero di individui rimasti”.