Se il lockdown imposto dal coronavirus aveva fatto calare l’inquinamento, negli ultimi giorni l’aria della Toscana ha invece conosciuto un breve e anomalo picco di Pm10. Lo rende noto Arpat, spiegando che si tratta di polveri provenienti dall’Asia centrale e dall’Africa. Questioni atmosferiche e di correnti d’aria, insomma.

Le stazioni della rete regionale hanno registrato nei giorni 28 e 29 marzo un diffuso e significativo incremento dei livelli di concentrazione di materiale particolato PM10 i cui valori medi giornalieri hanno superato il relativo valore limite fissato a 50 µg/m3 – scrivono da Arpat – L’evento di picco, è stato registrato sabato 28 marzo, nel quale tutte le stazioni di rete regionale hanno superato il valore limite relativo alla media giornaliera di PM10; il giorno successivo di domenica 29 i livelli di concentrazione hanno subito un decremento che ha determinato un rientro rispetto al valore limite di alcune stazioni di misurazione, in particolare quelle ubicate nell’area costiera.
Nel giorno di sabato 28 marzo gli incrementi dei livelli di concentrazione del PM10 sono stati più alti da 6 a 14 volte rispetto alla media dei primi cinque giorni della settimana.

Non c’è da preoccuparsi, però. La regione Toscana, come del resto il continente europeo, è regolarmente raggiunta da masse d’aria che portano con sé le frazioni del materiale particolato fra cui il Pm10, il quale dalle alte quote dell’atmosfera, passa a livello del suolo – fenomeno avvettivo. L’area maggiormente interessata dal fenomeno avvettivo è stata quella delle Zone Interne in particolare l’area sud-est della Toscana.

La mappa relativa ai giorni 28 e 29 marzo 2020, ricostruisce le retrotraiettorie dalla stazione di Ar Casa Stabbi, la cui origine, è riferita all’area asiatica.

Viaggio polveri

Si evidenzia inoltre che vari studi modellistici riferiscono anche di una componente proveniente dal nord Africa e che sostanzialmente ricondurrebbe il fenomeno avvettivo osservato in questo fine settimana alla somma del contributo asiatico e nord africano.

L’esame visivo del materiale particolato depositato nei filtri campionati nei giorni 26 – 29 marzo 2020 dagli analizzatori automatici di Pm10 installati nelle stazioni di misurazione di Ar Casa Stabbi (rurale fondo) e Ar P.za Repubblica (urbana traffico) evidenziano la presenza di materiale terrigeno di colore giallo-grigio nel campione, il filtro caratterizzato dalla colorazione più intensa si riferisce al 28 marzo.

Filtri polveri Arezzo

Impennata di polveri o no, la situazione dell’aria è comunque migliore in queste ultime settimane.
Normalmente i filtri ottenuti nei giorni di superamento del limite giornaliero di PM 10 nelle aree urbane nel periodo invernale presentano tutt’altra colorazione, in genere sono completamente neri.