Siamo vecchi, poveri e malati ma a riorganizzare il welfare ci pensano in pochi

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Con una crescita di 800mila ultra 65enni nell’ultimo quinquennio l’Italia raggiunge il record storico di rappresentanti della terza età con più di 13,8 milioni di anziani nel 2019. Lo rileva l’Unione europea delle cooperative, in relazione agli ultimi dati demografici Istat che indicano un calo della popolazione italiana con il minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia.

Lo scenario è una società dove gli anziani saranno una componente sempre più importante che avrà bisogno di assistenza e servizi sia nelle città che nei piccoli centri urbani a fronte di network familiari con minor capacità di seguire i parenti più avanti negli anni – spiega Uecoop – Più di 1 anziano su 3 ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine, pulire la casa, mentre addirittura più dell’11% ha problemi a prendersi cura di se stesso: dal fare il bagno o la doccia a sdraiarsi o sedersi sul letto fino a indossare abiti o svestirsi. Una situazione – dice Uecoop – che impone organizzare un sistema di welfare in grado di soddisfare la domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato con il mondo delle cooperative sociali e di servizi che ogni anno seguono almeno 7 milioni di famiglie.

Secondo Uecoop, l’aumento della vita media causerà poi una crescita della spesa per l’incremento di malattie e cure a lungo termine legate anche al fatto che gli anziani non autosufficienti raddoppieranno a quasi 5 milioni entro il 2030. Una crescita del bisogno di assistenza che presso le case di riposo del settore privato ha già portato a un aumento del 40% dei posti letto nel decennio compreso fra il 2006 e il 2016 con 500 milioni di euro di investimenti da parte di società italiane e straniere nel 2017 su compravendite di strutture per anziani fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana secondo il report di Collier International Italia. Le dinamiche demografiche in corso – conclude Uecoop – impongono una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare da una parte per tutelare le famiglie con figli e dall’altra per assistere una popolazione anziana in crescita.