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Si è tenuto il primo seminario sull’iniziativa promossa dal Consiglio regionale. Il presidente: “Il nostro lavoro continuerà, a fine legislatura offriremo ai cittadini un indirizzo verso la strada da seguire”. Le previsioni demografiche e gli scenari possibili per il futuro 

di Sandro Bartoli Luca Martinelli, 14 aprile 2023

Firenze – Immaginare la Toscana del 2050, pensare insieme ai bisogni delle nuove generazioni, far crescere la Toscana del futuro. “La politica deve avere la capacità di anticipare il progresso e governarlo, oppure resta indietro. Oggi restituiamo parte del lavoro che con l’Ufficio di presidenza e con il Comitato scientifico abbiamo svolto finora. Il lavoro continuerà nei prossimi mesi, a fine legislatura offriremo alle cittadine e ai cittadini della nostra regione un indirizzo verso la strada da perseguire”. Così, il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, saluta all’Innovation center della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, la platea degli intervenuti a ‘Uno sguardo per anticipare il futuro’, primo evento di restituzione del progetto promosso dal Consiglio regionale attraverso la revisione della legge 46 del 2015, un progetto proposto dal presidente dell’Assemblea legislativa e sostenuto dall’intero Ufficio di presidenza. Sono intervenuti anche il presidente della Toscana, Eugenio Giani; il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che ha inviato il saluto con un video messaggio; il direttore scientifico dell’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Enrico Giovannini; i coordinatori del comitato scientifico Toscana 2050, Antonella Mansi e Paolo Dario, la scrittrice Cristina Pozzi.

Toscana 2050 è un progetto ambizioso, che si sviluppa con l’aiuto di un comitato tecnico scientifico. Si lavora sul concetto del benessere attraverso alcune tematiche principali: il cambiamento climatico, l’acqua, la salute, il lavoro, la cultura, cercando di individuare il miglior sviluppo possibile delle città e del territorio, per capire e proiettare in avanti i problemi e i cambiamenti di oggi e farsi trovare pronti domani. Un’idea di futuro che qui viene declinata da tre prospettive diverse: il 2050 visto con gli occhi di chi oggi è bambino e nel 2050 sarà adulto – un video realizzato da InToscana ci mostra come i ragazzi della 2A e 2C dell’Istituto comprensivo Tozzi di Siena immaginano una Toscana inclusiva, con solo auto elettriche, con tecnologie che tolgono plastica e rifiuti dal mare e liberano l’ambiente, con l’uso di soli materiali recuperabili –; il 2050 immaginato dall’intelligenza artificiale; il 2050 visto da chi vive da protagonista il mondo di oggi e studia il futuro.

Il presidente del Consiglio regionale partecipa di persona e apre l’evento con una presenza ‘duplicata’ dall’ologramma con il quale rivolge il proprio saluto in avvio dei lavori, “un po’ emozionato di salutarvi in questo modo, ma mi sembrava il più appropriato per provare a proiettarci nel futuro che vogliamo provare a scrivere – dice agli astanti attraverso il proprio ologramma –. Come possiamo, nel 2023, spingerci tanto lontano da immaginare come sarà la nostra regione tra 27 anni?”, si chiede Mazzeo. “Quando abbiamo avuto l’idea di provare a fare sintesi in una sola immagine dell’idea della Toscana nel 2050 – racconta –, abbiamo scelto di fare appello all’intelligenza collettiva perché ci indicasse un tracciato da battere. E abbiamo cercato di iniziare a raccogliere le aspettative verso il futuro delle cittadine e dei cittadini toscani, a partire dai più giovani. Sono stati oltre mille quelli che hanno risposto al nostro questionario e ci hanno restituito un quadro ottimistico del domani anteriore, che, allineato alle riflessioni dei tavoli di lavoro del Comitato scientifico, faceva emergere l’aspettativa di un riequilibrio tra uomo, natura e tecnologia, nell’ideale di un benessere diffuso che non vedesse discriminazioni tra città e aree rurali”. L’immagine che è stata realizzata per dare il segno di questo processo è frutto di un complesso lavoro: “Abbiamo deciso di rivolgerci all’enorme potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale e alla sua distanza, quasi metafisica, dal vissuto individuale, quotidiano – prosegue Mazzeo –. Le abbiamo chiesto di lavorare attorno alle verbalizzazioni della nostra ricerca e di simulare un’evocazione intuitiva reiterata per migliaia di immagini. Fino a trovare quella che fosse, stavolta a nostro giudizio, la migliore rappresentazione della Toscana che desideriamo nel futuro”. Ne è scaturita una ramificazione di luoghi e funzioni, “nella quale ciascuna delle nostre comunità diffuse fosse, con pari dignità, interconnessa e potenziata sia dalla naturalità del nostro territorio straordinario che da capillari vie di collegamento materiali, ma soprattutto immateriali. Questa immagine è quindi una sfida a tutti noi. A realizzare in poco meno di 30 anni una Toscana non del probabile, conseguenza diretta di quello che è oggi, bensì una Toscana del possibile, per le sue innate, straordinarie capacità. E una Toscana del desiderabile, per quella tensione all’equità e alla giustizia che ha reso grande la nostra storia”.

L’ologramma del presidente del Consiglio regionale è stato realizzato da Alkedo Produzioni, impresa innovativa, leader nella produzione di ologrammi, che dichiara di avere le parole “Toscana e futuro” nel suo Dna. “Ci definiamo artigiani dell’innovazione – dicono da Alkedo – la nostra mission è coniugare innovazione e tradizione, e abbiamo risposto con entusiasmo all’invito del presidente Mazzeo, che ha espresso il desiderio di aprire questa importante convention con una nostra holopresenza”.

“Uno sguardo per anticipare il futuro è sicuramente necessario, tanto più che il futuro è già in noi”, ha detto il ministro Adolfo Urso, nel video messaggio. “Siamo al centro di questa incredibile, accelerata transizione tecnologica e industriale, che ha forte impatto sociale, anche per quanto riguarda il nostro sistema produttivo, il mondo del lavoro, le professioni. È importante che questo vostro ‘think tank’ composto da così significative personalità aiuti le istituzioni, la Regione, ad accompagnare questo percorso, salvaguardando i valori della persona al centro del nostro modello, della nostra nazione, delle nostre straordinarie comunità locali. Torniamo a mettere al centro la persona – dice ancora il ministro –, come ci ha insegnato magnificamente il Rinascimento che in Toscana ha avuto le sue punte di eccellenza. Credo che questo impegno sia fondamentale e che si debba fare sia a livello locale che a livello nazionale. L’uomo si realizza, con la sua creatività, con il suo ingegno. Il made in Italy è il sistema migliore con cui viene valorizzata la persona”.

“Stiamo cercando di immaginare alcune traiettorie con questo lavoro iniziato un anno fa, che andrà avanti per un anno ancora”, spiega Antonella Mansi. “Proviamo a dare alcune suggestioni: tutti noi desideriamo una Toscana in cui possa continuare ad essere un benessere diffuso e condiviso. Mondo del lavoro, salute, ambiente, sviluppo del territorio e delle città. La criticità che più preoccupa sono le tante diversità, le tante fratture che cogliamo sul piano generazionale, sul piano di sviluppo, connessione, competitività. L’impegno di tutta la nostra comunità deve essere proprio quello di colmare queste distanze”.

E la Toscana che verrà avrà una fisionomia che comincia a definirsi sotto la lente demografica, come spiega l’economista Stefano Casini Benvenuti, che fa parte del comitato scientifico. “Nel 2050 avremo più o meno 200mila abitanti in meno, la speranza di vita si avvicinerà ai novant’anni. Basti pensare che nel 1951 era di 65 anni. Si vivrà più a lungo e meglio, ci saranno molti anziani rispetto ai giovani. Se nel dopoguerra il rapporto era di dieci giovani ogni quattro-cinque anziani, un secolo dopo sarà di dieci giovani ogni 31 anziani”. Un cambiamento “interessante e che può essere positivo, con la struttura dei bisogni che cambia. Già oggi si dice che un anziano di 75 anni abbia le capacita intellettive, cognitive e fisiche di un cinquantacinquenne del 1980”. Una diversa struttura della società che “stimolerà il sistema produttivo per trovare risposte alle nuove domande e potrà dare lavoro ai giovani, con un ruolo sempre più importante della formazione e del continuo aggiornamento”. Ai giovani il compito di “assicurare la capacità innovativa e creativa”.

“Riuscire a capire il presente, ma soprattutto riuscire a capire il futuro, per guidarne alcuni aspetti, questo è il vero ruolo della buona politica, ma anche quello che compete all’istituzioni, alle università, alle imprese”, dice Paolo Dario, professore emerito di robotica all’Università Sant’Anna di Pisa. “Abbiamo concentrato l’attività su alcuni tavoli tematici, collegati tra loro, che pongono una serie di interrogativi, ma anche grandi opportunità e richiedono grandi scelte. La sfida epocale del cambiamento climatico e la questione del crollo demografico, che riguarda tutti i Paesi, ormai anche l’India. Si tratta di capire come sviluppare tecnologie e conoscenze per affrontare il futuro, anche quello imprevedibile. Sono fiducioso”.

“Nel 2050 ci sarà la colonia spaziale sulla luna e su Marte – dice il presidente della Regione, Eugenio Giani –, ma la Toscana mi auguro sarà sempre bella e attrattiva, pur con infrastrutture viarie, telecomunicazioni che dovranno essere al passo coi tempi. Il motore di tutto, come accadde nel Rinascimento, deve essere la cultura”. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Scaramelli, elogia “il lavoro importante che stiamo facendo per cercare di capire la Toscana che sarà, quale il mix tra innovazione e tradizione, come rinnovare, in un contesto che cambia, il grande dinamismo, l’estro, la capacità di innovare e l’ingegno che hanno sempre avuto i nostri antenati e hanno fatto grande la Toscana, tenendo sempre al centro l’uomo. È forse il compito più bello che si è dato il nostro Ufficio di presidenza”.

L’incontro si chiude con pillole di futuro, con i contributi di chi sta già iniziando a immaginare la propria attività nel 2050: Federico Francioni, head of Ecosystem di Meta; Giovanni Losurdo, spokesperson di Virgo; Andrea LaMendola, COO di Hyperloop; Marta Viale, Chief Sustainability Officer di ABzero. Le conclusioni sono state affidate a Enrico Giovannini.