C’è un pezzo di città che rischia una crisi nel trasporto dei disabili, ovvero non un servizio da poco, e che vede a repentaglio decine e decine di posti di lavoro. Salvo aggiustamenti, soprattutto assunzioni e improbabili cambiamenti dell’ultimo minuto quel pezzo di città non è in un quartiere qualsiasi: è a Roma e di per sé presenta i numeri di tante piccole province italiane, così come i problemi e le risorse dell’urbe.

Antefatto, la gara al superibasso – difficile definirla altrimenti – indetta sul finire dell’anno passato dall’Asl Roma 1 e vinta dalla ditta Tundo di Lecce. Fin qui, fermi restando i legittimi dubbi su gare dove conta soprattutto (se non soltanto) il risparmio più spinto, tutto regolare. Regolare anche dopo, vale a dire con la partenza del nuovo servizio prevista per giovedì, salvo i timori dei lavoratori sia per il loro posto che per la prosecuzione senza problemi del trasporto disabili stesso.

Manifesto protesta
Un manifesto di protesta degli autisti e degli altri lavoratori

Qualcuno, poi, avrà pure digitato “tundo trasporto disabili” su Google si sarà allarmato: fra sito ufficiale e risposte legittime dell’azienda in caso di controversie, queste ultime, le controversie, lamentele e polemiche, su e giù per l’Italia, son state parecchie negli ultimi tempi. Tundo dice che offre qualità.

I lavoratori di Roma, specie gli autisti già impegnati dai precedenti gestori per il servizio dell’Asl Roma 1, ricordano di essere stati ricevuti in Regione, dopo la protesta ai piedi del palazzo che conta e che alle Asl dovrebbe (deve) sovritendere, ma di essere ancora in attesa di assunzione. Passaggio di consegne fatto ma i 150 lavoratori, salvo cambiamenti da qua a lunedì, sono ancora a piedi. Sotto i loro pullman.

«Gara vinta al massimo ribasso. Ma i risparmi non si fanno sulla pelle di chi lavora», dicono, come riporta Il Tempo. Largo allora a una doppia portesta, ieri sotto la sede dell’Asl Roma 1 e oggi sotto quella della Regione. Il quotidiano romano riporta così le parole, diremmo sconsolate, di una delle coordinatrici del servizio, visto che il 10% dei lavoratori son stati fin qui convocati dalla nuova azienda, senza peraltro uscire dal colloquio con la lettera d’assunzione. «La nuova società, infatti, si è limitata a convocare le assistenti che avevano i contratti con meno ore, proponendo un’ulteriore riduzione di orario». E il contratto? Si dice che verrà firmato solo dopo l’avvio del servizio, rileva ancora la coordinatrice del servizio.

Il Tempo riporta anche che ai pochissimi autisti convocati è stata chiesta l’iscrizione al ruolo come per i mezzi da noleggio con conducente, non previsto dal capitolato, osservano i lavoratori. Lavoratori che al loro fianco, con le “vecchie” cooperative scornate da un ribasso allucinante, trovano alcuni sindacati e i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia.