Angelo Savelli ha tradotto e messo in scena Tre Rotture, andato in prima nazionale al Napoli Teatro Festival, e ora in procinto di posarsi sul palco del Teatro di Rifredi di Firenze, da martedì 11 a sabato 15. In scena, sempre dalle 21, Monica Bauco e Riccardo Naldini.
Ancora un testo del francese Rémi De Vos – uno dei più interessanti autori della nuova drammaturgia europea – Savelli, dopo il caustico Alpenstock e le letture sceniche di Occidente e di Per  tutta la mia vita ho fatto solo cose che non sapevo fare (quest’ultimo, diretto e interpretato da Ciro Masella, è in cartellone al prossimo Festival di Radicondoli).

Tre rotture, tre quadri, tre coppie. Quadro di René Magritte: lei gli prepara una deliziosa cenetta prima di lasciarlo perché non sopporta più la suo cane, ma lui non vuole rinunciare a dire l’ultima parola.
Quadro di Francis Bacon: lui ha incontrato un pompiere e vuole farla partecipe del suo ardente desiderio. Lei questo non lo accetta, ma deve fare i conti con le inarrestabili fiamme della passione.
Quadro di Piet Mondrian: loro cercano di condividerne la gestione di un bambino molto complicato e il piccolo dittatore manderà all’aria il loro rapporto.
Lui, lei e l’altro, il classico triangolo da pochade borghese ma declinato qui in maniera paradossale e grottesca. L’umorismo chirurgico e politicamente scorretto di De Vos affonda il bisturi nello sfinimento dei rapporti di coppia in una società occidentale banalmente benestante, scioccamente edonistica e fatalmente destinata all’estinzione.

Tre Rotture, Monica Bauco e Riccardo Naldini

Rèmi De Vos, le cui opere sono tradotte e rappresentate in quindici nazioni, è uno dei rari autori drammatici a essersi interessato, con pertinenza ed esperienza diretta, al mondo del lavoro, del precariato, della disoccupazione. Il suo teatro è in presa diretta con la realtà sociale e politica che, però, viene passata al setaccio dell’umorismo, del comico, dell’assurdo. Il comico è connaturato alla sua scrittura, trasgredisce la linea delle buone maniere, sbriciola i tabù del politicamente corretto, rivela l’assurdità delle convenzioni, dei discorsi dominanti o normativi. Per lui “il comico è un mezzo per sbarazzarsi di qualcosa che non è affatto comico”.
Come dice François Rancillac, direttore del Theatre Acquarium di Parigi, l’originalità di De Vos consiste proprio in questo paradosso: sembra che non parli di nulla (caratteristica di tanti veri scrittori) e invece è profondissimo nel proporci temi come la prevaricazione maschile, la condizione femminile, l’omosessualità, la genitorialità; più sembra rinchiudersi tra quattro mura e più risulta universale; più sembra -attraverso una lingua lucida e controllata- volersi limitare ad una radiografia oggettiva e impietosa dei comportamenti umani e più lascia trasparire la loro fragilità, la loro goffaggine e la loro infinita solitudine, nel declino dell’odierna società del benessere.

Martedì la presentazione di Teatro

Presentazione del volume Teatro, martedì 11 prima dello spettacolo (alle 18 del foyer), di  Rémi De Vos, edizioni Cue Press, alla presenza dell’autore, dei traduttori Angelo Savelli e Antonella Questa, dell’editore Mattia Visani, del curatore della prefazione Siro Ferrone.

PER INFORMAZIONI
055/422.03.61 –  www.toscanateatro.it
PREZZI
Ingresso intero € 16,00 – ridotto € 14,00
abbonamento PassTeatri
PREVENDITA
Teatro di Rifredi dal lunedì al sabato (ore 16:00 – 19:00) | biglietteria@toscanateatro.it
Circuiti  BoxOfficeToscana e Ticketone | Online www.boxofficetoscana.itwww.ticketone.it