Alberi

“L’Italia che cambia. Una nuova legge per la salute mentale più accogliente, più giusta”. E’ il titolo dell’incontro di presentazione della proposta di legge n° 2233 alla Camera giovedì 7 aprile. Primo firmatario il deputato Ezio Casati (Pd) stimolato dal movimento nazionale “Parole ritrovate” al quale aderisce anche Di.a.psi.gra.

Alla Camera anche una rappresentanza pratese tra operatori, pazienti seguiti dal Dipartimento Salute Mentale di Prato e volontari di Di.a.psi.gra, Pangea, On the Road again, Nuove idee, Aps Animal house, polisportiva Aurora e Cooperativa Alice.

Valorizzare l’esperienza di utenti e familiari – assieme al sapere di medici e operatori – nella cura dei pazienti psichiatrici. Rendere i Servizi di salute mentale luoghi più caldi e accoglienti. Offrire a chi soffre di disagio psichico un sostegno pronto, adeguato e dignitoso. A partire dalla crisi. Sempre. In tutta Italia. Ridurre i ricoveri in quelle strutture residenziali che assomigliano spesso ai vecchi manicomi e ridurre gli elevati costi che ne conseguono. Puntare su fiducia e speranza perché la guarigione passa spesso da questi concetti. E nei Servizi di salute mentale italiani. Sono questi alcuni dei pilastri sui quali poggia la proposta di legge 2233, depositata alla Camera da un gruppo di parlamentari di Partito democratico e Scelta civica. Primo firmatario il deputato Ezio Casati (Pd) che giovedì 7 aprile (dalle 14,30) la presenterà alla Camera dopo i saluti del presidente del Gruppo parlamentare Pd Ettore Rosati. A Roma alla Camera sarà presente anche una delegazione pratese tra utenti, familiari, operatori e volontari di realtà che si occupano di salute mentale: Di.a.psi.gra, Aps Animal house, Cooperativa Alice, Polisportiva Aurora, Pangea, On the Road again, Nuove idee.
Sono previsti i contributi di Vito De Filippo (sottosegretario alla salute) Don Virgilio Colmegna (presidente Casa della Carità) e Franco Rotelli (Presidente Commissione sanità del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia). Seguiranno gli interventi di Marco D’Alema direttore del DSM della Asl Roma VI, Lorenzo Toresini (presidente del Club SPDC no restraint), Renzo De Stefani referente nazionale del Movimento “parole ritrovate”. Infine le testimonianze di associazioni di familiari e di utenti. Conclude e modera: Donata Lenzi Capogruppo Pd della Commissione affari sociali della Camera.

Dalla legge Basaglia alla nuova proposta
La legge del 13 maggio 1978 è la famosa 180, la legge Basaglia che ha chiuso i manicomi, ha ridato dignità ai malati di mente, ha avviato una profonda rivoluzione nell’assistenza psichiatrica. Ad oggi però il bilancio è di un’Italia dove ci sono realtà con buone cure e buone pratiche e realtà (ancora molte) dove malati e familiari non trovano risposte sufficienti e vivono in condizioni di isolamento e di abbandono. E’ proprio qui che vuole incidere la nuova proposta di legge, facendo in modo che tutti i Servizi di salute mentale forniscano cure dignitose, valorizzando in quest’ottica anche l’esperienza di utenti e familiari. Perché, per aiutare chi soffre di disagio psichico, è decisivo coinvolgere il suo mondo, la sua famiglia, i suoi affetti. L’avventura di questa proposta di legge è iniziata come proposta d’iniziativa popolare promossa da «Le parole ritrovate», che racchiude medici, utenti, familiari, operatori, semplici cittadini. Una proposta che non a caso si era data come nome «181» in continuità con la Legge 180. Sono state raccolte quasi 40.000 firme in tutta Italia (Prato compresa) a partire dal maggio del 2013, fino a quando il gruppo di deputati ha deciso di farsi carico dell’iniziativa, depositando direttamente in Parlamento la proposta.