Camminata sui Sentieri partigiani a Carmignano

Premio letterario Raccontami una storia

L’11 giugno 1944 un gruppo di partigiani della S.A.P. carmignanese guidata da Bogardo Buricchi fece esplodere 8 vagoni carichi di tritolo, che si trovavano in sosta su un binario fra il paese di Poggio alla Malva e la piccola stazione ferroviaria di Carmignano.
L’esplosivo proveniva dallo stabilimento Nobel, che nel ’44 produceva materiale bellico al servizio delle truppe di occupazione nazifasciste, nel loro estremo tentativo di bloccare l’avanzata degli alleati e di distruggere le realtà produttive dell’Italia.
Dopo diversi bombardamenti aerei americani andati fuori bersaglio, l’azione partigiana aveva l’obbiettivo di evitare che l’esplosivo venisse usato per minare ponti e macchinari a Prato, oppure come armamento lungo la costa, o verso la successiva linea difensiva ‘Gotica’ dell’Appennino.

Proprio in questi giorni la sezione A.N.P.I. Carmignano, insieme al Comune, al comitato 11 giugno e ai circoli Arci della frazione medicea sono impegnati in una serie di iniziative in memoria del sacrificio di antifascisti e partigiani della zona nella lotta di Liberazione.
Dopo le commemorazioni ufficiali di sabato 10 giugno – con ritrovo alle 20.30 al circolo di Poggio alla Malva – il programma si conclude domenica con una camminata sui “Sentieri Partigiani” proposta dall’omonimo gruppo escursionistico dell’A.N.P.I. di Prato sui luogi del sabotaggio della SAP dei fratelli Buricchi, proprio nello stesso giorno dell’azione di 73 anni fa.
Quel giorno sembra vi fosse una festa allo stabilimento Nobel e le sentinelle nazi-fasciste erano probabilmente distratte dall’evento.

Così il piano di irruzione in uno dei vagoni per far detonare la polvere da sparo, distruggendo convoglio e binari sulle prime filò liscio: mentre una parte dei partigiani vigilava alle due estremità dei vagoni, Enzo Faraoni ne spiombò uno e Bogardo vi entrò dentro con Ariodante Naldi.
Il programma era di prelevare una cassa di tritolo per minare, in un secondo momento, il ponte del Mulino, quindi di mettersi al riparo al segnale di Bogardo. Ma qualcosa non funzionò, andò storto.

L’azione riuscì, ma l’immediata detonazione e le deflagrazioni a catena di tutti i vagoni travolsero a morte quattro partigiani: il comandante Bogardo Buricchi, il fratello Alighiero, Ariodante Naldi, tutti fra i 20 ed i 25 anni, ed il più anziano del gruppo, Bruno Spinelli, 43 anni. Le esplosioni avevano divelto tetti e vetri delle abitazioni, disboscato la cipressaia e aperto una voragine profonda fino al livello dell’Arno, interrompendo così quella linea di comunicazione fra la costa e l’entroterra toscano, che inutilmente gli alleati avevano cercato di colpire con i bombardamenti.

La S.A.P. “Fratelli Buricchi”, attiva fra le zone di Carmignano, il Montalbano e la valle dell’Arno dall’ottobre ’43 proprio per iniziativa di Bogardo Buricchi, perdeva così i suoi riferimenti principali pur rimanendo operativa al comando di Umberto Moretti (fino alla Liberazione del 3 settembre 1944). Ai partigiani caduti fu assegnata la medaglia d’argento al valor militare tra il 1971 e il 1972.

La squadra si era specializzata in azioni di sabotaggio delle linee di comunicazione nemiche, nella stampa e diffusione di manifesti di propaganda antifascista, tanto che nel marzo 1944 aveva organizzato lo sciopero dei contadini contro l’ammasso della rata supplementare di grano, e per impedire le verifiche annonarie da parte delle autorità nazifasciste, aveva incendiato l’ufficio accertamenti agricoli del Comune. Inoltre, la notte del 30 aprile 1944 Bogardo Buricchi, con il fratello Alighiero e Lido Sardi, issò la bandiera rossa sulla torre del Campano di Carmignano, divellendo nella discesa i pioli della scala, così la bandiera sventolò nella giornata del I° maggio come una simbolo di riscatto delle popolazioni oppresse, visibile a tutta la pianura.

Non a caso la giornata di domenica inizierà proprio dal campano della Rocca di Carmignano, dal quale venne issata la bandiera, per proseguire poi alla volta della Cavaccia dove avvenne il sabotaggio, e terminare con un pranzo a prezzi popolari preparato dal circolo Arci di Poggio alla Malva, dove sarà possibile visitare la mostra su “Antifascisti e partigiani del territorio di Carmignano”.
L’appuntamento per l’escursione di circa 11 km è organizzata in collaborazione con il gruppo trekking “La Traccia” è per domenica mattina alle 8.45 alla Rocca di Carmignano, con partenza alle 9.00 per quattro ore di agevole camminata, per la quale è richiesta prenotazione (anche per l’eventuale pranzo) con un messaggio a: federazioneanpiprato@gmail.com