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Il ruolo della donna oggi e in futuro passa dal consolidamento del diritto allo studio, dell’equità di trattamento, della possibilità di lavorare su un piano non subalterno. Frasi di sempre, alle quali potremmo aggiungerne altre, eppure verissime.Tanto vere da dover essere ancora oggi, in contesti differenti e talora con differenti approcci, ricordate. Parliamo così d’empowerment femminile, ovvero di potenziamento, a voeler essere letterali, ancor prima che di un pur necessario rafforzamento o, a essere infine esatti, processo di crescita. Ma parlare, appunto, non basta.

Occorre creare i presupposti, ora più che mai a livello internazionale, affinché l’empowerment sia al contempo risultato e processo di atti concreti, da parte di un sistema tanto eterogeneo quanto organizzato.

Su questo, in occasione della giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, ha posto l’accento l’Adgi, l’Associazione donne giuriste d’Italia, attraverso un webinar organizzato dalla sua sezione di Perugia. Una città del centro Italia non è stata scelta a caso ma in virtù di opera e parole, spese con passione anche durante uno dei saluti introduttivi, da Carmen Catapano. Toga d’oro e già vicepresidente Sud dell’Adgi, con studio a Roma, da anni si pone come punto di riferimento per la famiglia, in una società in evoluzione talora disordinata, e della donna, non a caso guardando con attenzione ai diritti (e al diritto) del web, del digitale e delle sue potenzialità oltre che delle sue contraddizioni.

Il rischio che corriamo a proposito dell’empowerment femminile, tornando all’argomento proprio via web, è di non rendere giustizia, già che siamo in tema, a un dibattito ampio con altrettanto vari, ma puntuali, esempi.

Senza dimenticare l’Italia e quel che in Italia o in Europa avviene, il webinar si è svolto del resto sotto il patrocinio dell’Unione forense per la tutela dei diritti umani, trasmesso in diretta e ancora disponibile, dopo alcuni giorni, sul canale YouTube di Adgi Perugia. Cercarlo significa sopperire a quel poco che alcune righe possono presentare.

Fermi e graditi restando i saluti istituzionali e presieduti i lavori da Maria Concetta Falivene, Autorità garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza dell’Abruzzo, più di un focus ha riguardato il mondo islamico.

Non a caso, i lavori sono stati aperti da Fabrizio Lobasso, già ambasciatore a Khartoum, in Sudan, e comunque oggi incaricato di tenere sotto la lente del Ministero degli Esteri, il continente africano.

Di Islam e politiche di Empowerment Femminile: percorsi a confronto ha parlato Igiea Lanza di Scalea, docente a contratto di Islam e Sharia Islamica presso l’Università degli Studi di Sassari, già Presidente di VPM Ong.

Così come su un Paese islamico si è posata l’attenzione di Syed Abdul Fayaz, avvocato alla corte suprema del Pakistan.

Urgente, poi, il caso delle bambine e delle donen afghane, benché, come detto, il mondo e la necessità d’empowerment femminile nonsi limitino – anzi – all’Islam e alle urgenze. Da segnalare, tra gli altri interventi, quello di Elizabeth Maquilon, docente Università di Lima di diritto di famiglia e consulente sui diritti per l’infanzia in Perù e Socia Fondatrice AMB.

Vari e approfonditi i punti di viste, le relazioni, gli interventi di ogni protagonista delle tre ore, o poco meno, di webinar. Dalle rappresentanti dell’Adgi delle diverse realtà italiane a personalità in vista, il contributo è apparso tale da meritare più di uno sguardo, in qualche modo anche a puntate, su Youtube.