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Il caso aeroporto e le nomine del sindaco Biffoni

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Su richiesta di Sì – Toscana a Sinistra, volentieri riportiamo il comunicato rettificato nelle “parti riportate arbitrariamente e in modo difforme dal testo prodotto, sia per una questione di metodo che di merito”. Non cambia, detto in breve, la sostanza ma cambia di molto la conclusione, priva nel titolo e nel testo di un sindaco dell’area pratese. “L’aspetto cruciale che contestiamo alla scelta di successione fra qualche mese è quella di avere come effetto la squalifica di quasi la metà dei sindaci della Provincia di Prato, limitando fortemente le opzioni disponibili – si legge, tra le altre cose – Da parte del comitato, l’intento della nota voleva piuttosto smascherare le logiche e i giochi di potere dietro ad un modo di amministrare l’intera provincia di Prato, a trazione renziana e per interessi che travalicano quelli del territorio. Ecco, in ogni caso, il comunicato corretto“.

La recente sortita del Sindaco Biffoni, intenzionato a lasciare l’incarico di Presidente della Provincia di Prato ha portato il comitato di Sì-Toscana a Sinistra ad alcune riflessioni.

Considerato quanto dischiarato pubblicamente, cioè che la scelta sia maturata per lo stress dovuto ai gravosi impegni, riteniamo evidente l’anomalia iniziale di affidare entrambi i ruoli di Presidente Provinciale e poi di Presidente Anci sulle spalle di un sindaco al suo primo mandato.

A nostro avviso e secondo la prassi comune queste cariche e le responsabilità derivanti sono più consone per un primo cittadino con già una certa esperienza amministrativa, sia per ragionamenti politici che tecnici. Inoltre va considerato un altro aspetto non secondario di chi già ha svolto un mandato, ossia la mancata ambizione di una ricandidatura, con conseguente maggiore disponibilità per dedicarsi ad altri impegni, rispetto invece allo sforzo amministrativo nella cura della propria città, in vista di una nuova verifica da parte degli elettori.

Queste considerazioni di tipo tecnico si sommano poi ad alcuni aspetti dal carattere prettamente politico.

Questa forzatura nella nomina di un neo-eletto, rispetto alla prassi consolidata, ci porta a pensare che a suo tempo si sia tentato con ogni mezzo di impedire l’accesso a quel ruolo di forte rappresentanza territoriale a chi – con decisione e soprattutto con coerenza – si era schierato da primo cittadino del proprio comune, contro l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.

La tempistica con la quale il sindaco Biffoni sembra intenzionato a lasciare la carica in Provincia, cioè a gennaio prossimo secondo le ultime dichiarazioni, non sembra casuale, dal momento in cui per legge non sarà più eleggibile come nuovo Presidente qualunque sindaco che si trovi a meno di diciotto mesi dal termine del mandato.

Sgominata così ogni insidia ai progetti renziani di grandeur fiorentina, il sindaco di Prato è quindi libero di godersi la buonuscita, venendo meno il rischio che personalità scomode ricoprano quella carica.

Simili retroscena sono stati abilmente insabbiati dalla diatriba sull’eventuale successione anche per la scomoda eredità nel dover adempiere agli obblighi del Patto di Stabilità, liquidando così 10 milioni di avanzo di bilancio, senza poterli impegnare sul territorio.

Proprio per sgombrare il campo da queste speculazioni, sentiamo l’esigenza di chiedere al sindaco Biffoni di dimettersi adesso, permettendo a tutti i probabili successori la partecipazione alle prossime elezioni.

Nel merito degli oltre 10 milioni di euro conservati nelle casse provinciali ma gravati dal vincolo del Patto di Stabilità, Sì-Toscana a Sinistra sostiene con forza l’iniquità e l’abominio della legge sul ‘pareggio di bilancio’ inserita in Costituzione con i voti di PD, PDL e Lega, che ha fatto poi derivare meccanismi distorti ed eccessivamente centralistici, che si sommano ai continui tagli di trasferimenti dal governo centrale agli enti locali.

In un momento in cui il diritto all’abitare è gravemente minacciato e Prato registra un triste primato di sfratti per morosità spesso incolpevole, riteniamo doveroso per i rappresentanti delle istituzioni locali agire radicalmente sulle iniquità derivate dal Patto di Stabilità e dalla prospettiva di abolizione incondizionata della tassa sulla casa prospettata dal governo Renzi, ridistribuendo con un atto di disobbedienza civile le risorse del territorio anche per questo tipo di emergenza.