Van Huysum

Il direttore degli Uffizi chiede alla Germania il dipinto rubato dai nazisti

Raccontami una storia premio letterario

L’appello di Eike Schmidt dal canale Youtube degli Uffizi

Rubato dai soldati tedeschi, lo reclama il direttore tedesco degli Uffizi, Eike Schmidt. È un celebre dipinto del pittore olandese Jan van Huysum, un Vaso di Fiori, che l’esercito nazista portò via durante la Seconda Guerra Mondiale e che oggi è nella disponibilità di una famiglia tedesca. Il direttore, nel primo giorno dell’anno, rivolge su Youtube e sugli altri social «un appello alla Germania per il 2019».

Eike Schmidt ricorda che numerose, e prive di esito, sono state le richieste avanzate finora dall’Italia e che al posto del quadro è possibile al momento ammirare, agli Uffizi, una foto in bianco e nero con la scritta “rubato”.

Il dipinto in questione è un capolavoro di Jan van Huysum (Amsterdam 1682-1749), pittore di nature morte di grandissima fama: si tratta di un olio su tela, cm 47 x 35, appartenente alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, quando fu acquistato dal granduca lorenese Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata. Per oltre un secolo restò esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte olandesi realizzate dai massimi artisti del ‘600 e ‘700, tra i quali Rachel Ruysch e Willem van Aelst; nel 1940, quando all’inizio della guerra la reggia fu evacuata, il quadro venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano – si legge sul sito degli Uffizi – Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando militi dell’esercito tedesco in ritirata lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio, in provincia di Bolzano. La cassa in cui si trovava il Vaso di Fiori di Palazzo Pitti venne aperta: l’opera trafugata finì in Germania, dove se ne persero le tracce.

«A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi, le ferite della seconda Guerra Mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari – osserva Schmidt, sottolineando che – per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest’opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d’arte depredata dall’esercito nazista».