La clemenza di Tito con Antonio Poli chiude la stagione lirica del Maggio

Premio letterario Raccontami una storia

La clemenza di Tito, ultimo capolavoro di Mozart, chiude la stagione lirica del Teatro del Maggio. Sul podio Federico Maria Sardelli, la regia è di Willy Decker (ripresa da Rebekka Stanzel) e l’allestimento è dell’Opéra National de Paris. Sono previste quattro recite, a partire dal 20 marzo (20, 22 e 27 marzo ore 20; 24 marzo ore 15,30).

«Tito è un personaggio molto complesso sia dal punto di vista vocale che da quello interpretativo e psicologico – spiega il tenore Antonio Poli -Deve fare i conti con questo confine sottilissimo tra l’essere imperatore e amico. Per tutta l’opera egli  tenta di essere entrambi, ma alla fine capisce che questo non è possibile. Credo che il tema che caratterizza questo personaggio sia la compassione. Egli viene tradito e perdona ma, alla fine, rimane solo e  schiacciato dal peso della regalità».
«Vocalmente parlando è un ruolo dalle mille sfaccettature. Si ha la possibilità di accedere a una tavolozza infinita di colori, al virtuosismo, soprattutto nell’ultima aria Se all’impero amici dei, che chiude un ciclo di tre arie una più bella e diversa dell’altra. Non parliamo poi dei due meravigliosi recitativi accompagnati che fanno capire ancora di più il carattere interiore dell’uomo e dell’ imperatore», prosegue il tenore.

È un personaggio maturo che ha bisogno di molto lavoro interno. Personalmente, ogni volta che vado ad interpretare un ruolo, cerco sempre di capire quando ci possa essere di quest’ultimo nella mia storia, nelle esperienze positive e negative che ho affrontato nella mia vita. Personalmente trovo che questo lavoro di introspezione sia di grande aiuto per portare poi in palcoscenico un personaggio credibile e completo sotto ogni punto di vista.

La prima del 20 marzo alle 20 sarà trasmessa in diretta da Radio 3 Rai. Cliccare qui per seguirla.

Antonio Poli è tra i giovani tenori più apprezzati e richiesti della sua generazione. Nato a Viterbo, si perfeziona a Roma con Paola Leolini. Nel 2010, a soli 24 anni, ha vinto il primo premio e il premio del pubblico al prestigioso Concorso Internazionale Hans Gabor Belvedere di Vienna e nello stesso anno ha preso parte al Progetto Giovani Cantanti del Festival di Salisburgo. Da quel momento è iniziata la sua carriera internazionale, cantando tra l’altro il Conte di Almaviva nell’opera “I due Figaro” di Mercadante diretto da Riccardo Muti al Festival di Pentecoste a Salisburgo, al Ravenna Festival e al Teatro Real di Madrid.
In seguito è stato Alfredo al New National Theatre di Tokyo diretto da Yves Abel, al Filarmonico di Verona e alla Fenice di Venezia; Nemorino all’Opera di Roma e al Comunale di Bologna, al Teatro Real di Madrid, alla Staatsoper di Berlino e a Graz; Fenton alla Bayerische Staatsoper di Monaco sotto la direzione di Daniel Harding, ma anche alla Scala di Milano, Tokyo, e al San Carlo di Napoli diretto da Pinchas Steinberg; al Festival di Glyndebourne diretto da Mark Elder; Tamino a Bari e Venezia; Don Ottavio alla Chicago Lyric Opera diretto da Sir Andrew Davis, alla Royal Opera House di Londra diretto da Nicola Luisotti, alla Fenice di Venezia, Staatsoper di Amburgo e a Graz; Cassio diretto da Bertrand be Billy alla Chicago Lyric Opera e con Sir Antonio Pappano alla Royal Opera House di Londra; Ismaele diretto da Riccardo Muti a Roma e Tokyo, Macduff, ancora sotto la direzione del M° Muti, all’Opera di Roma e al Festival di Salisburgo.

Ha cantato Le Rossignol di Stravinsky e Iolanta di Tchaikovsky in forma di concerto, diretto da Ivor Bolton al Festival di Salisburgo; la Messe solennelle di Santa Cecilia di Gounod  diretto da Bertrand de Billy al Musikverein di Vienna;  la Messa in Fa Maggiore di Schubert diretto da Riccardo Muti a Chicago; lo Stabat Mater di Rossini diretto da Rolf Beck al Festival Schleswig-Holstein e al Rheingau Festival e diretto da Jesus Lopez Cobos in Vaticano e al Duomo di Orvieto; il Requiem di Mozart diretto da Sir Antony  Pappano all’Accademia di Santa Cecilia di Roma; il Requiem Polacco di Penderecki ad Amburgo, diretto dallo stesso compositore; il Magnificat di Bach che ha rappresentato il suo debutto con la Chicago Symphony Orchestra. Infine, con programmi liederistici, ha già debuttato sia al Festival di Lucerna che alla Wigmore Hall di Londra.

Ha iniziato la stagione 2018/2019 cantando per la prima volta nel Requiem di Verdi, prima alla Konzerthaus Berlin e in seguito al San Carlo di Napoli, sempre sotto la direzione di Juraj  Valcuha. È reduce dalla trionfale tournée dell’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo (Alfredo ne La Traviata con regia di Sofia Coppola e costumi di Valentino), ha partecipato all’inaugurazione della stagione sinfonica della Fenice di Venezia cantando nel Requiem di Verdi sotto la direzione di Myung-whun Chung. Ha cantato nel ruolo di Macduff nel Macbeth inaugurale del Festival Verdi al Teatro Regio di Parma (in diretta RAI 5 e Radio 3) e ha preso parte al Gala Verdiano dello stesso teatro. Ha cantato per la prima volta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ne La Traviata firmata dal regista Francesco Micheli e debuttato come Duca di Mantova al Teatro Giuseppe Verdi di Salerno con la direzione di Daniel Oren. Tra gli impegni del 2019 spicca il debutto, nel ruolo del titolo, ne La clemenza di Tito al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, sotto la direzione di Federico Maria Sardelli.

Antonio Poli ha inciso I due Figaro di Mercadante e Macbeth, entrambi sotto la direzione di Riccardo Muti.