Sottratta dai nazisti a una famiglia ebrea tedesca e, alla fine della guerra, assegnata per sbaglio all’Italia. È la vicenda della Maddalena di Andrea della Robbia, da 66 anni conservata agli Uffizi, che si è conclusa oggi con la restituzione alla Germania. La cerimonia di riconsegna si è svolta a Berlino, dove il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha consegnato l’opera d’arte ai legittimi proprietari. Con lui,la ministra tedesca della cultura, Monika Grütters, e il comandante dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, Roberto Riccardi.

La statua della Maria Maddalena, attribuita a Andrea della Robbia e finora conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze, fu erroneamente riconsegnata dagli Alleati al Governo italiano nel 1954, in attuazione dell’accordo tra capi di governo dei due paesi, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, che prevedeva tra l’altro la restituzione delle opere d’arte giunte in Germania in maniera illegale durante la guerra.
Come accertato dal nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Firenze e dai funzionari degli Uffizi, la scultura, rinvenuta dagli americani tra le collezioni del Generale Hermann Göring, era appartenuta alla galleria d’arte Kunsthaus Drey di Monaco di Baviera di proprietà delle famiglie ebree di Siegfried Drey e Ludwig Stern che, sotto la pressione delle leggi razziali naziste, furono costrette a svendere ad un’asta pubblica tutto il loro patrimonio che andò disperso.

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In Italia, il processo di sdemanializzazione dell’opera, operato attraverso l’attività del comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali del Mibact di concerto con il comando carabinieri tutela patrimonio culturale, le Gallerie degli Uffizi e l’Avvocatura dello Stato, ha permesso di giungere alla restituzione del Della Robbia ai legittimi proprietari tramite il Governo tedesco.

«A poche settimane dal settantacinquesimo anniversario della liberazione dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenauha dichiarato il ministro Franceschiniquesta restituzione rappresenta un altro momento per onorare la memoria delle vittime del nazifascismo e consolidare i rapporti culturali tra Italia e Germania. La spoliazione del patrimonio culturale che è seguita alle leggi razziali rappresenta una pagina nera della storia dell’umanità ancora irrisolta. Con il ministro Grütters, con cui condividiamo l’impegno a tutela del patrimonio culturale, abbiamo firmato una dichiarazione comune in cui, ricordando l’applicazione dei Washington Conference Principles on Nazi-Confiscated Art del 3 dicembre 1998, confermiamo il nostro impegno a restituire le opere confiscate durante i regimi nazifascisti e a rafforzare le azioni di contrasto al traffico illecito».

La ministra tedesca Monika Grütters ha ricordato a sua volta che «l’obiettivo del Governo Federale rimane quello di restituire senza riserve le opere d’arte trafugate durante il periodo nazionalsocialista. L´attività di restituzione dipende dalla cooperazione di altri Paesi, in quanto l’arte trafugata dai nazionalsocialisti si trova spesso al di fuori dei confini della Germania. Nel caso della statua di Andrea della Robbia, la Germania sostiene l’Italia nel restituirla ai suoi legittimi eredi. Così l’Italia e la Germania assumono congiuntamente una responsabilità storica. Ringrazio calorosamente il mio omologo italiano Dario Franceschini per la fiducia che ha riposto nel mio Ministero nel restituire la statua – è un buon esempio di cooperazione internazionale in questo settore. Una cooperazione che dobbiamo rafforzare – lo dobbiamo alle vittime dei nazionalsocialisti».