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#makenews ovvero per dare spazio all’informazione libera fatta di conoscenza e coscienza, l’unica in grado di rendere consapevoli i lettori dei fatti, di cosa realmente accade intorno a loro per farsi la propria idea, per decidere liberamente il proprio futuro. Una giornata per difendere la qualità della democrazia.
Data, luogo e orario sono fissati: martedì 4 dicembre a partire dalle 15 al cinema La Compagnia di Firenze.

#makenews, nel cuore dell’informazione è il titolo dell’appuntamento, promosso Cospe, Fnsi, Forum del Terzo Settore Toscana, con il patrocino della Regione Toscana.

Tanti i volti dell’informazione che saliranno sul palco e tante le storie di notizie che si potranno ascoltare. Da Ilaria Cucchi e il caso legato all’omicidio di suo fratello, a  Valerio Cataldi, giornalista del Tg2 e presidente dell’associazione Carta di Roma, con il suo docufilm sui bambini migranti nell’isola di Lesbo. Da Federico Ruffo che racconterà  minacce e intimidazioni seguite alla sua inchiesta sui rapporti tra tifoseria juventina e ‘ndrangheta, realizzata per Report.  Fino all’inviata Rai  Lucia Goracci che presenterà anche il suo reportage Belgrado, il piccolo Picasso, al segretario della Fnsi Raffaele Lorusso a Gad Lerner e tanti altri.

L’iniziativa nasce da un’idea dell’attrice Daniela Morozzi e dello stesso Cataldi, Cataldi condivisa con Anna Meli, Matteo Marsan, e Cristiana Guccinelli che hanno contruibuito a realizzarla.

«Tutto è nato da un’inchiesta giornalistica di Valerio Cataldi che non doveva andare in onda. Anche se nessuno capiva perché. È il racconto dei bambini che sono bloccati per anni sulla rotta dei Balcani a Lesbo, mentre camminano verso l’Europa – racconta Daniela Morozzi – Ho conosciuto Valerio circa un anno fa e da subito abbiamo sentito il bisogno di lavorare insieme. Ho apprezzato il suo lavoro giornalistico, la sua capacità narrativa, la sua umanità nel documentare storie difficili, nascoste, emarginate. Nel suo documentario Prigionieri sull’Isola, sono presenti molte storie di bambini. La la messa in onda fu però fermata perché proprio i bambini, le principali vittime di questo campo profughi disumano, “non si devono vedere”. Una motivazione risibile. Una scusa. Inaccettabile. E lì ho capito che la situazione difficile del paese stava arrivando a toccare corde gravissime, eravamo davanti ad un attacco ad un bene comune irrinunciabile, l’informazione».

Ecco perché nasce #makenews. Le tante adesioni libere dimostrano con evidenza che l’urgenza era di tanti e tante ovunque e a tutti i livelli. Serve approfondire cosa sia corretta informazione, l’esatto contrario della propaganda e delle fake news che invece fanno forza sul pre-giudizio e che prescindono totalmente dai fatti oggettivi.
«I principali destinatari della nostra iniziativa sono i giovani, gli studenti medi e universitari, che più di altri sono esposti a questo bombardamento fake diffuso attraverso i social, ma che sono anche quelli che dispongono di una capacità critica superiore alla nostra, ed è su questa che dobbiamo scommettere per il futuro, e dobbiamo farlo ora, anzi ieri. Siamo già in ritardo, conclude Morozzi.

Hanno aderito all’iniziativa: Anpi Toscana, Arci Toscana, Associazione Carta di Roma, Articolo 21, Cesvot, Cgil Toscana, Controradio, Omicron, Ordine dei Giornalisti della Toscana, Rete degli Studenti Medi, Udu Firenze, Usigrai

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