Nove da Firenze torna a parlare del diario di guerra di Elio Nerucci

Premio letterario Raccontami una storia

A 100 anni dalla fine della Grande Guerra e a 20 anni dalla pubblicazione online, si torna a parlare del diario di guerra del soldato montalese Elio Nerucci. Pinocchio in trincea è il tema di un incontro pubblico ospitato, sabato 1 dicembre alle 17, dal centro culturale di Villa Smilea a Montale, in provincia di Pistoia.

L’evento è promosso da Nove da Firenze, dal 1997 il primo quotidiano on line di Firenze, che due decenni fa pubblicò integralmente il diario di guerra: http://www.nove.firenze.it/guerra/.

Partecipa all’incontro Nicola Maranesi, membro della direzione artistica del Premio Pieve Saverio Tutino. Il giornalista romano, ha dedicato numerose ricerche storiche alla diaristica di guerra ed è l’autore di due documentari televisivi realizzato per il canale RaiStoria. Sia i suoi libri che i film contengono citazioni del diario di Nerucci.
L’incontro, intervallato da brevi letture del diario, sarà introdotto da Alessandro Galardini, Consigliere con delega alle Attività Culturali del Comune di Montale e condotto da Nicola Novelli, direttore responsabile del giornale on line Nove da Firenze.

All’epoca la pubblicazione integrale on line del diario di guerra del soldato montalese Elio Nerucci: fu un’autentica operazione d’avanguardia per l’editoria web, realizzata dopo il deposito di una copia cartacea del diario presso l’Archivio Nazionale dei Diari di Pieve Santo Stefano (Arezzo). Negli anni successivi la pubblicazione è stata oggetto di studi universitari e di attenzione giornalistica anche all’estero. In tempi recenti stralci del diario di Elio Nerucci sono stati inclusi in una antologia pubblicata dall’editoriale L’Espresso, in collaborazione con l’Archivio Nazionale dei Diari di Pieve Santo Stefano, e nel libro “Avanti sempre: emozioni e ricordi della guerra di trincea, 1915-1918” del ricercatore Nicola Maranesi, che ha realizzato anche un documentario omonimo per il canale tv RaiStoria.

Elio Nerucci nacque il 14 ottobre 188, a Montale. Era il terzo figlio di una famiglia del popolo. Suo padre faceva il postino. Elio, come si usava allora, frequentò solo le scuole elementari. Quando partì per il fronte, nel 1916 aveva 27 anni. È con gli occhi di un ragazzo che forse non era mai uscito dal proprio paese sino ad allora che il soldato toscano racconta tre anni di sofferenze nelle trincee del Carso e del Trentino: una sequenza disordinata di peripezie per la sopravvivenza, ridotto spesso ad una condizione di vita quasi animale. Il diario originale consiste di un quadernino compilato a matita (e perciò ormai quasi illeggibile), mentre l’autore trascorreva 15 giorni in punizione, al termine della ritirata di Caporetto.
Ad esso si aggiungono dei frammenti di lettere a casa e alla fidanzata e alcuni foglietti di appunti precedenti, dai quali attinse probabilmente durante la stesura. Ci sono poi un sintetico promemoria cronologico, che scrisse presumibilmente al termine della guerra, e altri due quaderni ove, negli anni settanta, già vecchio, trascrisse e ampliò le sue memorie. Nel lavoro di riordino fu realizzato negli anni ‘90 dalle due figlie di Elio Nerucci, Ilva (97 anni) e Adima (87), che saranno presenti all’incontro di Villa Smilea.
Nel 2000 il giornale online fiorentino aveva già presentato in un incontro pubblico a Montale il diario di Nerucci, in cui si trovano continue menzioni al paese e ai suoi concittadini commilitoni, con nome e cognome. Quasi vent’anni dopo Nove da Firenze torna a Montale per celebrare il centenario della fine della Grande guerra.