Ryanair

Ryanair ringrazia Renzi e annuncia 2.250 posti di lavoro

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Ryanair annuncia più di 2.000 nuovi posti di lavoro in arrivo in Italia, nuove rotte e una presenza ancora più forte e diffusa negli aeroporti regionali. La compagnia aerea, ad oggi la prima a operare nel Paese, lo fa ringraziando Matteo Renzi. Lo si apprende da una nota diffusa questa mattina e nella quale gli apprezzamenti al Governo vengono presto spiegati.

 
Ryanair, come si può leggere, «ha accolto con grande favore le iniziative prese dal Governo del presidente Matteo Renzi di annullare l’incremento di 2,50 euro della tassa municipale dal 1º Settembre 2016, e la modifica delle linee guida aeroportuali del Ministro Graziano Delrio, che permetteranno agli aeroporti regionali italiani di competere in condizioni di parità con gli aeroporti di Roma e Milano, purché siano conformi alle norme Meip dell’Ue».
In particolare, «queste iniziative hanno permesso all’aeroporto di Pescara di raggiungere un nuovo accordo di crescita con Ryanair, che ora modificherà la decisione di chiusura precedentemente annunciata della base di Pescara nel mese di novembre».

 
In tutto, nel 2017, Ryanair investirà un miliardo di euro in Italia.
Le mosse della compagnia aerea comprendono 10 nuovi aeromobili (un investimento di oltre 1 miliardo di dollari) allocati al mercato italiano.
Previste 44 nuove rotte, 21 dagli aeroporti di Roma e Milano e 23 dagli aeroporti regionali italiani. Il risultato sarà un incremento del 10% dei passeggeri trasportati. Si prevede che la manovra porti alla creazione di 2.250 nuovi posti di lavoro negli aeroporti italiani.

 
La cancellazione dell’aumento della tassa comunale è presentato come un vero e proprio via libera agli investimenti.
«Siamo estremamente grati al presidente del consiglio Renzi e al Ministro dei Trasporti Delrio per l’adozione di queste misure atte a favorire la crescita del turismo italiano; crescita che sarebbe stata persa, in favore di altri paesi dell’Ue, se l’aumento della tassa comunale non fosse stato annullato, e le linee guida aeroportuali non fossero state riformulate per conformarsi alle norme comunitarie», ha detto, tra le altre cose, Michael O’Leary di Ryanair.