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Sanità: disforia di genere, l’8 febbraio i vertici di Careggi in commissione

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Sanità: disforia di genere, l’8 febbraio i vertici di Careggi in commissione

L’annuncio del presidente della commissione Enrico Sostegni (Pd) durante la discussione della mozione presentata sul tema dal consigliere regionale Marco Stella (Forza Italia) e respinta dall’Aula

di Emmanuel Milano Sandro Bartoli, 30 gennaio 2024

Firenze – Verrà approfondito in commissione Sanità, l’8 febbraio, il tema caldo della disforia di genere e i protocolli seguiti all’ospedale Careggi di Firenze. L’annuncio del presidente Enrico Sostegni (Pd) è arrivato durante il dibattito sulla mozione presentata dal presidente del gruppo di Forza Italia Marco Stella (e poi respinta dall’aula a maggioranza) che chiedeva l’audizione dei vertici di Careggi sul funzionamento della struttura organizzativa dipartimentale ‘andrologia, endocrinologia femminile e incongruenza di genere’, struttura che è anche centro di coordinamento regionale per le problematiche sanitarie relative all’identità di genere.

Il presidente Sostegni ha spiegato che “si tratta di un tema sensibile”. “Non entro nel merito della materia – ha aggiunto – e mi riservo di farlo nelle prossime settimane. Si tratta di un tema che si presta a tante strumentalizzazione di carattere ideologico e politico. Noi riteniamo che da parte del Consiglio regionale e della commissione Sanità debba essere fatta una discussione che parta dai dati, dalla situazione scientifica, prima che politica, e che questo si faccia attraverso un approfondimento in commissione non come l’iniziativa di qualche partito politico, e per questo abbiamo convocato per l’8 febbraio la direttrice di Careggi. Si tratta di un lavoro di approfondimento già impostato e per questo riteniamo che una mozione presentata da un partito politico che chiede una cosa che è già stata fatta non aiuti. Per questo invitiamo il presidente Stella a ritirare l’atto e a partecipare alla seduta della commissione che tratterà questo argomento”.

Invito non raccolto dal consigliere regionale Marco Stella per cui “l’Aula è invece la sede giusta per trattare questo argomento”. Sia nella presentazione della mozione che durante il dibattito il consigliere di Forza Italia ha spiegato che “occorre far chiarezza al più presto, perché si tratta di minori e dell’uso di un farmaco che blocca lo sviluppo ormonale. È una mozione lineare, che non dà giudizi e non entra nel merito. Io ho tanti dubbi sull’utilizzo di questo farmaco e vorrei fare chiarezza al più presto. L’ospedale di Careggi non è sotto attacco, ed è giusto avere mandato un’ispezione ministeriale, il problema è l’uso di un farmaco su bambini che hanno poco più di dieci anni”. Il presidente Stella si è anche chiesto “come si possa fare una valutazione psicologica in meno di sei mesi e in quattro sedute. Noi cerchiamo di capire se quello che viene fatto sui bambini a Careggi è fatto bene o è fatto male. Non faremo nessun passo indietro e ci auguriamo che la relazione dei commissari del ministero ci dica che va tutto bene”.

Il consigliere Stella e il collega di Fratelli d’Italia Diego Petrucci hanno criticato l’assenza in Aula dell’assessore alla Sanità Simone Bezzini, non presente per rispondere a due interrogazioni sullo stesso argomento. “Sono dispiaciuto – ha aggiunto Petrucci – perché Bezzini è fuggito di fronte a un tema delicato e non strumentale. Il centro di Careggi tratta bambini e bambine giovanissimi, e farlo attraverso un farmaco antitumorale lascia forti perplessità sugli effetti collaterali. Non ci sono studi che tranquillizzino sul fatto che questo farmaco non abbia conseguenze negative generali. Vogliamo conoscere gli approfondimenti che sono stati fatti per la sicurezza dei bambini e vogliamo sapere chi valuta che l’unica soluzione sia il cambiamento di sesso. Per me gli unici che hanno competenza sul cambio di sesso sono i neuropsichiatri infantili e in questo team non ci sono. Bene ha fatto il ministro Schillaci a prevedere un’ispezione”.

Per la consigliera del Partito democratico Donatella Spadi “approfondire il tema in commissione Sanità è la scelta giusta”. “Questo – ha aggiunto – non è il consesso per discutere una tematica così tecnica. Rivolgeremo le nostre domande ai responsabili del centro per conoscere i numeri e quando si applicano certi protocolli. Si tratta di una materia che ha risvolti molto importanti in termini psicologici, e il giudizio sull’esattezza del protocollo spetta agli operatori sanitari del settore. Noi non possiamo sapere se giusto usare questo farmaco”.

Per il collega del Partito democratico Andrea Vannucci: “Manca la manifestazione del retropensiero che sta dietro a questa storia e dall’altro lato manca il rispetto. Per i professionisti, poi per le famiglie e per le persone che vivono questa vicenda. Credo che ci voglia un profondo rispetto. Si richiede qualcosa che già c’è, è pleonastico o ideologico chiederlo. Faccio parte dell’Ufficio di presidenza della commissione, non ho avuto dubbi con i colleghi Sostegni e Ulmi (Lega) che la commissione si facesse carico degli approfondimenti secondo le regole e con rispetto. Perdiamo un’occasione, se mettiamo al voto questa mozione”.

“Per rispondere al collega Vannucci – ha replicato il consigliere Petrucci – prima di tutto, quest’Aula deve avere rispetto per le bambine e i bambini e per il loro genitori, ai quali a Careggi viene prescritto di prendere un farmaco così pericoloso e di cambiare sesso”.

“Sono d’accordo con questa mozione e voterò a favore – ha spiegato la consigliera del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi -. Mi vengono i brividi, non vorrei mai che diventasse un cavallo di battaglia ideologico. Ci sono di mezzo i minori che hanno tutto il diritto di essere tutelati. Non credo che sia sbagliato chiedere delle notizie e fare interrogazioni sull’argomento, credo che sia grave che l’assessore Bezzini non sia presente in Aula e mi fa piacere che la commissione Sanità abbia già deciso di fare approfondimenti”.