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Il Centro per l’arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta un’ampia selezione di opere originali e documenti d’archivio per ricordare il 50° anniversario della Galleria Schema (1972 – 1994), spazio di ricerca delle neoavanguardie nazionali e internazionali a Firenze, nella ricorrenza del centenario di nascita del suo fondatore, l’artista Alberto Moretti (Carmignano, Prato, 1922 – 2012). Si tratta della prima mostra museale interamente dedicata all’attività sperimentale della galleria e all’opera concettuale e antropologica dell’artista.

Ideata da Stefano Pezzato, responsabile di collezioni e archivi del Centro Pecci, e realizzata dal museo in collaborazione con Raul Dominguez, co-fondatore di Schema e direttore di Fondazione Alberto Moretti / Galleria Schema di Carmignano, con la supervisione scientifica e le ricerche di Desdemona Ventroni, la mostra fa seguito alle recenti esposizioni del Centro Pecci dedicate all’architettura radicale, di cui Schema è stata cassa di risonanza in Italia nei primi anni Settanta; si collega d’altra parte anche alle figure di Mario Mariotti, poliedrico artista fiorentino più volte attivo nella galleria, e di Lara-Vinca Masini, critica attenta a esperienze artistiche indipendenti come quella di Schema, oltreché amica e sodale di Alberto Moretti per oltre mezzo secolo, entrambe personalità di cui il museo oggi custodisce gli archivi.

Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni, individuate fra quanto è stato raccolto e conservato della storia espositiva e culturale di Schema: la galleria apre nel 1972 con le proposte dei giovani “architetti radicali” celebrati proprio quell’anno a New York, dando spazio all’emergere di nuove ricerche, come il “comportamento” proposto anche alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Fin dall’inizio la galleria organizza azioni performative che la rendono un punto di riferimento nel panorama artistico italiano, dove si discutono i cambiamenti in atto nel mondo dell’arte e arrivano alcuni dei maggiori artisti internazionali. Insieme alle visioni di Superstudio, Ugo La Pietra e Gianni Pettena, a significative ricerche concettuali tra cui spiccano opere di Vincenzo Agnetti, Ketty La Rocca e Giuseppe Chiari, in mostra sono documentati interventi controversi e unici di Gino De Dominicis e Jannis Kounellis, di Vettor Pisani, Luigi Ontani e della compagnia Il Carrozzone; ma anche memorabili azioni soliste di Vito Acconci e Urs Lüthi, oniriche performance di Joan Jonas, Terry Fox e Chris Burden, un happening ideato e diretto da Allan Kaprow.

La sezione internazionale include opere originali dei maggiori protagonisti della Conceptual Art: le azioni fotografiche di John Baldessari, il racconto immaginario di Les Levine, le immagini e i testi “pubblicitari” di Dan Graham, le riflessioni e installazioni di Art & Language, le tautologie testuali di Joseph Kosuth. Ma anche lavori di artisti affermati come, fra gli altri, Joseph Beuys, Sol LeWitt, Ben Vautier e i “poveristi” Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio. Fra gli artisti in mostra anche Dorothee Von Windheim, Dorothea Rockburn, Anna Oppermann, Dennis Oppenheim e Luciano Bartolini.

Fra la metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta emergono nuove tendenze figurative e si apre un nuovo confronto col passato, inteso come “premessa del futuro”, come nelle opere di Roberto Barni e della fotografa Verita Monselles che reinterpretano figure classiche della storia dell’arte, o i neon colorati ispirati all’architettura fiorentina del post minimalista Keith Sonnier. Alla fine degli anni Ottanta la galleria si apre a diverse esplorazioni plastiche e pittoriche, in un periodo di recuperi e ritorni in cui vengono presentate anche le ravvicinate osservazioni fotografiche realizzate nei primi anni Settanta da David Hockney.

Fino alla sua chiusura, avvenuta il 31 dicembre 1994 e celebrata da un’acrobatica performance di Liliana oro che ha per protagonista anche il critico Pier Luigi Tazzi, Schema ha continuato a proporre progetti e opere di nuovi artisti, in parte documentati dalla mostra. Un importante capitolo espositivo riguarda la ricerca artistica di Alberto Moretti, che negli anni dell’apertura di Schema passa da una pittura di stampo minimalista a un’indagine di carattere scientifico e filosofico sull’opera pittorica. Seguono sperimentazioni con l’uso della fotografia associata a citazioni letterarie, approfondimenti delle corrispondenze simboliche sul tema dell’appropriazione, fino al progetto di carattere antropologico e sociale Techne e lavoro come arte, donato dall’artista al Centro Pecci nel 2010, un’installazione fotografica e testuale e un libro d’artista.


In concomitanza con la mostra, il 24 settembre 2022 viene organizzata una giornata di studi sull’attività di Galleria Schema e la coeva pratica artistica di Alberto Moretti, con testimonianze storiche e nuovi contributi critici. La giornata di studi sarà patrocinata dalla Scuola Normale Superiore di Pisa e altri Istituti Universitari. La documentazione della mostra e della giornata di studi confluiranno successivamente in un’apposita pubblicazione monografica, che costituirà la prima indagine completamente rivolta all’esperienza della Galleria Schema e alle parallele ricerche del suo principale fondatore, l’artista Alberto Moretti.