L’appello lanciato da alcune associazioni del territorio a dicembre 2015 si è presto trasformato in un’assemblea permenente, Sulla Stessa Barca , impegnata ad affrontare quelle derive, che dalle diseguaglianze sociali costringono giovani, precari, disoccupati e profughi alla stessa marginalizzazione.

Molte le occasioni di incontro con alcune delle realtà più attive nel panorama sociale e culturale di Prato, da Cgil, Arci, Comitato Gay & Lesbiche, Emergency, Legambiente; e predisposte a cooperare insieme, come anche la Rete degli Studenti Medi, il circolo di Libertà & Giustizia, e il coordinamento di Libera.

Singoli attivisti e realtà sensibili ai temi dell’antifascismo e dell’antirazzismo si sono quindi organizzati, partecipando negli anni anche ad iniziative condivise come la festa della Liberazione in piazza dell’università a Prato per il 25 aprile, promossa da Alp, Meltin-Po, Anpi e LeftLab, e sviluppando progetti sui fronti della solidarietà e della convivenza pacifica e inclusiva. della resistenza civile alle diseguaglianze e alle discriminazioni.

L’esigenza di una condivisione permanente alle varie campagne e rivendicazioni, per fare massa critica nell’opinione pubblica – operando già in vari modi, ognuno nella propria autonomia e secondo le proprie capacità e competenze – è spinta dalla recrudescenza dei conflitti sociali e interculturali in città, con la rimonta di un provincialismo intollerante, che confonde diritti per privilegi alimentando guerre fra poveri, fino allo sdoganamento di gruppi xenofobi e nazionalisti, d’ispirazione neofascista.

Questi in particolare si insinuano nelle pieghe del disagio, individuando negli stranieri il problema scatenante di condizioni di impoverimento, precarietà delle tutele e mercificazione dei beni comuni, che fanno presa nel malcontento generale, avendo anche seguito mediatico e sponde politiche.

Simili ingiustizie nelle condizioni di vita, salute e lavoro appaiono oggi più il frutto austero di precise politiche europee e nazionali, proprio a scapito di interi settori delle popolazioni, scartati dalla lista dei beneficiari di garanzie o diritti.

Oltre alle campagne xenofobe e intolleranti, ci sono anche ostacoli culturali reciproci all’interno delle comunità ‘tradizionali’ che aumentano la paura generalizzata di un’interazione aperta, anche per il timore di perdere o tradire le proprie origini – cosa che nel tempo ha a sua volta generato una reazione verso identità posticce come la “pratesità”.

In questo quadro l’assemblea ‘Sulla Stessa Barca’ ha sviluppato alcune campagne prioritarie, partendo proprio dalla Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, per ribadire che i diritti umani debbano valere per tutti, specialmente per i soggetti più a rischio, come ad esempio i rifugiati.

Dall’apertura di corridoi umanitari con paesi instabili, alla sanzione del reato di tortura, fino alla modifica del regolmento di Dublino II sono tanti i fronti caldi.

Uno dei punti di partenza per concretizzare questo impegno è la raccolta di firme per la campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, per il superamento di storture, come fra l’altro, la legge Bossi-Fini, con banchetti nelle piazze di Pratoin questi giorni.

Tommaso Chiti