Molti eventi famosi sono avvenuti l’8 marzo.

Anna Stuart, futura regina di Gran Bretagna e Irlanda, ritratta da William Wissing nel 1687
  • Nel 1702, in seguito alla morte del sovrano, suo cognato Guglielmo d’Orange, Anna Stuart sale al trono di Inghilterra, Scozia e Irlanda. A partire dal primo maggio 1707, per effetto dell’Atto di insediamento del 1701 che riuniva Inghilterra e Scozia in un solo regno detto di Gran Bretagna, il titolo di Anna sarà regina di Gran Bretagna e Irlanda. Regnante per 12 anni, è stata la sesta regina regnante inglese, su otto nella storia, le quali hanno complessivamente regnato su Inghilterra/Gran Bretagna per poco meno di 2 secoli. Ultima sovrana di casa Stuart, anglicana credente, favorì durante il suo regno la fazione più moderata dei Tory, più vicini alle sue idee religiose. Molto attiva negli affari di stato, fu anche patrona di arti, musica e teatro. Fornì numerose onoreficenze per successi militari o politici. Nel 1705, durante una sua visita a Cambridge, nominò cavaliere Isaac Newton. Regina popolare dal giorno in cui salì al trono, si distanziò subito dal suo cognato olandese nel suo primo discorso al parlamento in cui dichiarò di sentirsi interamente inglese. Di salute cagionevole, sopravvisse a 17 gravidanze, delle quali 12 risultarono in un figlio/a nato morto/a o in aborto spontaneo, mentre delle altre 5, nessuno dei bambini supero gli 11 anni di vita. Alla sua morte, nel 1712, le successe il secondo cugino Giorgio I della casa degli Hannover, la quale rimase la casa regnante fino al 1901.

Donne lavoratrici in una marcia di protesta a Pietrogrado l’8 marzo 1917
  • Nel 1917, a Pietrogrado, capitale dell’impero Russo, donne lavoratrici del tessile iniziarono una protesta chiedendo “pane e pace“, protesta che coprì l’intera città. Le loro richieste includevano: la fine della partecipazione russa alla prima guerra mondiale, la fine delle carenze di cibo e la fine dello zarismo. La protesta segnò l’inizio della Rivoluzione di Febbraio, che segnò la fine della monarchia assoluta in Russia. Sette giorni dopo, lo zar Nicola II abdicò, e le donne ottennero il diritto di voto. Era la giornata internazionale della donna, come deciso dalla Seconda Internazionale socialista che lo celebrò l’8 marzo 1914, e dopo la rivoluzione d’ottobre anche il partito comunista sovietico in Russia lo celebrò come tale. In seguito i partiti comunisti in giro per il mondo imitarono la Russia e adottarono l’8 marzo come giornata internazionale della donna. La giornata tuttavia, a causa della forte connotazione politica delle sue origini, al di fuori dei partiti di ispirazione socialista rimase perlopiù ignorata fino agli anni 70′ del 900, quando la giornata fu ripresa dalla “seconda ondata” femminista e nel 1977, le Nazioni Unite invitarono gli stati membri a proclamare l’8 marzo giornata ONU per i diritti delle donne e la pace mondiale.

Leonardo Panerati