«Caro Renzi, ti scrivo e ti racconto le difficoltà dei sindaci»

Premio letterario Raccontami una storia

Il sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini, non ha gradito molto le esternazioni del premier Matteo Renzi che, nei giorni scorsi dal Giappone dov’era in visita ufficiale, ha esortato i sindaci italiani a “fare di più” per il decoro delle città. “Immagino che Renzi si riferisse ad alcune amministrazioni comunali in particolare, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Montemurlo da anni è impegnata nella lotta al degrado, all’abbandono dei rifiuti e all’illegalità. Un impegno concreto che sta ottenendo risultati tangibili con una città sempre più bella, con elevati standard di qualità della vita ed una sempre maggiore attrattività per le aziende. Invito il premier a venire qui e a rendersi conto di persona della nostra realtà”. Una sfida, quella lanciata da Renzi, che Lorenzini è disposto ad accettare a patto che ognuno faccia la sua parte. “Renzi è stato sindaco e sa le difficoltà di chi amministra sul territorio. Le cure dimagranti non le possono fare sempre gli stessi, sarebbe l’ora che i tagli colpissero anche i ministeri e gli apparati centrali dello stato”.
Così, il primo cittadino di Montemurlo, alle esortazioni del premier, ha deciso di rispondere facendo una lista delle dieci decisioni sagge che Renzi potrebbe adottare per mettere in condizioni le amministrazioni locali di lavorare di più e meglio.

1° Meno burocrazia e più semplificazione – “Proprio l’anno scorso a luglio ho scritto al premier per sottoporgli il caso di un’azienda che voleva aprire un nuovo stabilimento a Montemurlo e che, per spostare un cavo dell’alta tensione, si era vista richiedere da Enel sette pareri differenti da altrettanti enti. – ricorda Lorenzini – Tempi biblici se paragonati alla vicina Carinzia (Austria), dove bastano 28 giorni per aprire un’impresa. Meno burocrazia, più semplificazione nelle procedure e tempi certi di risposta della pubblica amministrazione aiuterebbero la ripresa economica e lo sviluppo delle aziende sul territorio.

2. Lotta all’evasione- “Non possono essere sempre gli stessi a pagare e a sostenere il peso della tassazione.- continua- il sindaco – Lo Stato deve adottare sistemi di lotta all’evasione fiscale sempre più stringenti”.

3° Riforma del pubblico impiego e province – «È necessario far chiarezza quanto prima sulle competenze che restano alle province in seguito alla riforma e capire che fine faranno i dipendenti. – auspica il primo cittadino – A Montemurlo ci troviamo in una situazione paradossale: abbiamo bisogno di personale ma non possiamo assumere. Così, nei mesi scorsi, abbiamo fatto una selezione attraverso un bando di mobilità tra enti e abbiamo individuato due persone della Provincia di Prato. Purtroppo, però, è ancora tutto bloccato e dall’amministrazione provinciale non arriva il nulla osta per il trasferimento del personale. Una situazione davvero assurda. È necessario che il Governo dia delle risposte certe quanto prima ».

4° Basta fare i gabellieri dello Stato – «È il caso dell’ Imu che la cui riscossione compete ai Comuni, ma nelle cui tasche resta ben poco. -spiega il sindaco – A Montemurlo l’aliquota Imu sugli immobili produttivi è del 9,3 per mille, ma solo il 7,6 per mille rimane sul territorio. Il resto va a Roma. A noi sindaci spetta la parte del gabelliere: riscuotiamo soldi che poi non restano nelle nostre possibilità ».

5° Federalismo fiscale – “È necessario applicare il federalismo fiscale e dare ai comuni la possibilità di applicare una tassazione propria che garantisca i servizi sul territorio. In questo modo – continua Lorenzini – i cittadini sarebbero messi in grado di giudicare veramente l’efficacia delle scelte attuate dalle amministrazioni locali”.

6° Fondo crediti dubbia esigibilità – «Il Governo dovrà adottare dei correttivi alla legge che prevede l’istituzione di un fondo crediti di dubbia esigibilità, derivanti dai tributi dovuti ma non riscossi. Quest’anno la quota da iscrivere in bilancio è pari al 36%, che per noi ha voluto dire congelare nel fondo 2,5 milioni di euro. Soldi che di fatto sono stati sottratti alla disponibilità della comunità ed a eventuali investimenti sul territorio. Quando, nei prossimi anni arriveremo a dover coprire il 100% del non riscosso, rischiamo d’ingessare tutta la macchina comunale.».

7° Lotta all’evasione della Tari – Strettamente collegata al fondo crediti di dubbia esigibilità è la lotta all’evasione della Tari, la tassa sui rifiuti, che rappresenta una buona fetta del non riscosso dai comuni. “Quando un utente non paga l’acqua o la luce gli vengono tagliate, ma per la spazzatura il ragionamento è diverso: il ritiro deve essere fatto comunque. Chiediamo allora al Governo di istituire una specifica legge che leghi il pagamento della Tari alle altre utenze, come ad esempio l’elettricità o il gas. In questo modo le entrate sarebbero certe e si recupererebbe l’evasione. È così che si garantisce il decoro delle città”.

8° Sanità – L’ipotizzata riforma sanitaria, che prevede una “razionalizzazione” dei costi pari a 10 miliardi di euro, preoccupa molto Lorenzini: “Non vorrei che con la scusa degli sprechi si andasse a ledere il diritto alla salute dei cittadini. Va bene che una siringa debba avere un costo standard da Aosta a Palermo, ma non si può tagliare indiscriminatamente su esami diagnostici e interventi riabilitativi. A pagarne le conseguenze saranno solo le fasce più deboli e noi, che stiamo nei municipi, conosciamo bene il dramma di tante famiglie che non hanno più il lavoro e combattono contro mille difficoltà”.

9° Riforma del Catasto – La riforma del catasto è necessaria per garantire equità nella tassazione. “Il premier annuncia che eliminerà la tassa sulla prima casa, ma se questo significa che poi restituirà i soldi ai Comuni andando a tagliare sulla sanità, a me non sta bene. – dice Lorenzini – Prima di tutto dobbiamo riformare il catasto e poi dovremmo applicare la tassa sulla prima casa prevedendo delle fasce d’esenzione, che in questo momento è difficile applicare. Esistono, infatti, situazioni paradossali di ville costruite negli anni Sessanta con rendite catastali più basse rispetto ad un appartamento di nuova edificazione. Con queste regole chi ha di più rischia di pagare di meno”.

10° Calamità – Infine, il sindaco Lorenzini reclama più risorse per far fronte alle calamità naturali. “La tempesta di vento del 5 marzo scorso ha prosciugato i 700 mila euro previsti nella parte investimenti, ma da parte del Governo non è arrivato neppure un euro”.