Il 5 dicembre 1870 muore lo scrittore francese Alexandre Dumas, autore di romanzi celebri come I tre moschettieri e Il conte di Montecristo.

Alexandre Dumas era figlio di un generale della Rivoluzione francese, il quale in seguito combatté al fianco di Napoleone: Thomas Alexandre Davy de La Pailleterie, noto in Francia come “generale Dumas”. Il generale era mulatto, in quanto figlio di un marchese francese e di una schiava di etnia africana originaria di Haiti, detta la femme du mas (‘la donna della masseria’); lo scrittore Dumas era quindi per un quarto di ascendenza afro-caraibica. Il “Général Dumas”, padre dello scrittore, era un uomo dal carattere fiero (per il suo coraggio in battaglia era soprannominato “il diavolo nero”), ed essendo in disaccordo con il proprio padre, il marchese, ne ripudiò il titolo nobiliare e il cognome e assunse il cognome, anzi il soprannome, della madre (Du-mas, appunto). Inoltre il generale Dumas, non approvando la politica imperialistica di Napoleone, glielo disse apertamente e fu di conseguenza imprigionato per insubordinazione. In seguito fu liberato, ma, catturato dal re di Napoli Ferdinando I, fu imprigionato, e scarcerato per le cattive condizioni di salute dopo ben due anni.

Il generale morì malato (soffriva di cancro) e povero, quando suo figlio, il futuro scrittore, aveva solo tre anni e mezzo: Alexandre fu quindi allevato dalla madre, Marie-Louise Elisabeth Labouret, che gestiva un piccolo spaccio di tabacchi. I suoi studi non poterono essere molto approfonditi, data la penuria di denaro, ma molto presto il futuro scrittore manifestò uno spiccato interesse per la letteratura di ogni genere. A causa delle ristrettezze economiche, si mise a lavorare nell’albergo del nonno materno, Charles Labouret, che si trovava sulla strada per Soissons: qui Alexandre fu anche iniziato alla cucina. In seguito, nel 1823, si trasferì a Parigi, dove a 21 anni entrò al servizio di Luigi Filippo, duca di Orléans (che in seguito divenne Re dei Francesi) come copista, grazie alla sua calligrafia.

Nel luglio del 1824, da una sua relazione con Catherine Labay (una sarta) (1793-1868), nacque il figlio omonimo Alexandre Dumas. Parallelamente Dumas iniziò a scrivere testi per il teatro e a proporli agli impresari e ai grandi attori dell’epoca. Il suo Henri III et sa cour (Enrico III e la sua corte), primo esempio di dramma romantico, fu rappresentato alla Comédie-Française nel 1829 e fu letteralmente acclamato dal pubblico; e lo stesso avvenne l’anno dopo con il dramma Christine. Dumas poté quindi abbandonare il suo impiego come copista e divenne uno scrittore a tempo pieno. Dumas fu un autore eccezionalmente prolifico e per tutta la sua carriera ottenne uno straordinario successo di pubblico, sia nel genere del dramma romantico che in quello del romanzo storico, al quale si dedicò in seguito.

Le sue tre opere letterarie più note, La Regina Margot, I tre moschettieri e Il conte di Montecristo (anche se non si possono non citare almeno Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne, continuazioni de I tre moschettieri), furono pubblicate a puntate sui giornali a partire dal 1844: la prima sulla rivista La Presse, la seconda sulla rivista Le Siècle, la terza sul Journal des débats. L’attesa dei lettori per l’uscita del capitolo successivo era febbrile, e Dumas, sapendolo, era abilissimo nel creare colpi di scena: indubbiamente Dumas si può considerare il padre del feuilleton. Aveva anche uno stuolo di collaboratori che lo aiutavano a scrivere, tra cui anche Gérard de Nerval. George Sand, sua amica, diceva di lui: Il lui a fallu des excès de vie pour renouveler cet énorme foyer de vie (‘Ha avuto bisogno di eccessi di vita per rinnovare questo enorme focolaio di vita’).

Da giugno 1858 a marzo 1859 viaggiò in Russia, da San Pietroburgo sino al Caucaso. Le vicissitudini di questo viaggio vennero raccontate nel volume Le Caucase che lo scrittore pubblicò nel 1859 e nel quale dedicò molto spazio al conflitto russo-ceceno. Nel 1860 decise di realizzare Il grande viaggio di Ulisse ed iniziò una crociera nel Mediterraneo; saputo però che Giuseppe Garibaldi era partito per la Spedizione dei mille, lo raggiunse per mare, fornendogli, con i soldi messi da parte per il suo viaggio, armi, munizioni e camicie rosse. Fu testimone oculare della Battaglia di Calatafimi, che descrisse ne I garibaldini, pubblicato nel 1861. Dumas era al fianco di Garibaldi nel giorno del suo ingresso a Napoli: oltre che amico e ammiratore dello stesso Garibaldi, Dumas era come lui membro della Massoneria, essendo stato iniziato nel 1862 nella Loggia napoletana “Fede italica” con Luigi Zuppetta.

Dumas fu nominato da Garibaldi “Direttore degli scavi e dei musei”, carica che mantenne per tre anni (1861-1864), sino a quando, a causa dei malumori dei napoletani, che mal digerivano che uno straniero occupasse un tale incarico, preferì dimettersi e rientrare a Parigi.

Tomba di Alexandre Dumas nel Pantheon a Parigi

Nel settembre del 1870, dopo una malattia vascolare che lo lasciò semiparalizzato, si trasferì nella villa di suo figlio Alexandre (l’autore de La signora delle camelie) a Puys, frazione di Neuville-lès-Dieppe (dal 1980 quartiere del comune di Dieppe), dove morì il 5 dicembre. Prima di morire nel 1870 iniziò a scrivere un ultimo grande romanzo, che, ambientato in età napoleonica, doveva chiudere il ciclo dei romanzi storici iniziato con La Regina Margot e I tre moschettieri: Il cavaliere di Sainte-Hermine. I suoi resti sono stati trasferiti al Panthéon di Parigi nel 2002, senza rispettare le sue ultime volontà, di “rientrare nella notte dell’avvenire nello stesso luogo dal quale sono uscito dalla vita del passato, in quell’affascinante cimitero (di Villers-Cotterêts) che ha più l’aria di un’aiuola fiorita dove fare giocare i bambini che di un posto per far dormire i cadaveri“.

Immagine d’apertura: Alexandre Dumas nel 1855