Papa Francesco a Prato. Visiterà la città Toscana il 10 novembre. L’annuncio ufficiale del vescovo Franco Agostinelli, nella tarda mattinata odierna, ha messo la parola fine a gran parte delle voci, dalle più realistiche alle più scettiche, da quelle possibiliste a quelle dei più perplessi. Tra questi, figurano coloro che ritengono un errore che Papa Francesco voglia – stando sempre alle voci – conoscere da vicino la grande comunità cinese di Prato. Sbagliato due volte e non da parte di Papa Francesco bensì da quella dei pratesi che non vedono oltre la loro crisi. Anche personale.
La visita non sarà “grande” come quella di Giovanni Paolo II 19 anni fa. Il 10 novembre, Papa Francesco si soffermerà a pregare sul Sacro Cingolo e parlerà alla città in piazza del Duomo. Tutta la città, in ogni caso. E c’è da giurare che anche comunità giunte negli ultimi decenni a Prato saranno presenti.
Si diceva dei cinesi. Nulla d’ufficiale. Del resto, nell’ottica del Vaticano, rappresenta anche una possibile, piccola ma significativa, porta verso il Paese-continente dominato dal capitalismo, comunista, di stato. Ragioni politiche e diplomatiche, insomma, che rendono importante una città con i suoi nuovi abitanti. Ma anche e soprattutto, conoscendo quanto riferito sui modi e le idee di Papa Francesco, la via per entrare in contatto con nuovi italiani, tanto diversi e tanto uguali, con i quali il dialogo è imprescindibile, a cominciare dalla conoscenza delle loro idee e dei loro travagli. Il tutto, senza dimenticare – anzi – la comunità cattolica cinese che si riunisce e celebra la messa nella chiesa dell’Ascensione, al Pino.
E comunque non verranno trascurati Prato nel suo complesso, i vecchi pratesi come i nuovi, col carico di tensioni e drammi che attanaglia chi ha perso il lavoro, in quella che ai tempi della visita di Giovanni Paolo II nel 1986 era la città simbolo del lavorare sodo. Lavoro perduto e speranze perdute. Argomenti che Jorge Mario Bergoglio ha a cuore, si parli o no di Prato.
Fin qui, le voci. Voci che si sono rincorse e che in parte continueranno a farlo. Adesso c’è comunque l’ufficialità. Una visita “piccola” che potrà rivelarsi grandissima.