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Il Giappone permetterà la modifica genetica di embrioni umani, secondo le nuove linee guida presenti in una proposta presentata da un gruppo di esperti dei ministeri della salute e della scienza.

Secondo un articolo uscito su Nature nei giorni scorsi, sebbene il paese già regolamentasse l’utilizzo di embrioni umani per la ricerca scientifica, finora non vi erano linee guida specifiche riguardanti l’uso di strumenti per attuare modifiche del Dna.

Tetsuya Ishii, un bioetico all’università Hokkaido di Sapporo, ha spiegato che prima di queste linee guida il Giappone aveva una posizione neutrale sulla modifica del genoma, mentre adesso, con questa proposta, incoraggia la ricerca in tal senso.

Manipolare il Dna degli embrioni potrebbe aiutare la comprensione dello sviluppo biologico umano. Molti ricercatori sperano che nel lungo termine questo tipo di ricerca potrebbe permettere di eliminare malattie genetiche prima che siano trasmesse con la riproduzione.

Preoccupazioni etiche concernenti soprattutto la possibilità che tale pratica venga utilizzata anche a scopi non medici sono tuttavia molto diffuse e in numerosi paesi del mondo, tra cui Italia, Austria, Spagna e Paesi Bassi, la pratica è illegale: la modifica del genoma è permessa solo su cellule adulte non riproduttive.

Le nuove linee guida del Giappone saranno disponibili al pubblico tra un mese e saranno probabilmente implementate nella prima metà dell’anno prossimo

Leonardo Panerati